L’architettura del XVI secolo nel Molise veniva inaugurata a Riccia con il mausoleo della famiglia di Capua che Bartolomeo di Capua aveva fatto costruire proprio nell’anno 1500, come è chiaramente riportato nel timpano della facciata: BARTHOLOM. DE CAP … AVXIT MCCCCC
Sono andato a visitarla per cercare di capire la sua architettura e i misteri che si nascondono negli epitaffi dei personaggi che sono sepolti in questa enigmatica chiesa che è dedicata alla Madonna delle Grazie, ma che gli abitanti di Riccia conoscono come “il Beato Stefano”.
Lo spettacolo è ignobile!
Molto peggio della “damnatio memoriae” che dopo la caduta dei de Capua si limitò all’abrasione sommaria dello stemma di Bartolomeo in facciata!
La Chiesa delle Grazie, l’esempio più importante del rinascimento molisano, sta miserevolmente crollando!
La situazione è di una gravità unica!
Non solo le volte sono impregnate di acqua che si infila nelle murature per la totale mancanza delle più elementari forme di manutenzione, ma soprattutto è iniziata una inesorabile fase di degrado statico che si evidenza in un quadro fessurativo certamente preoccupante.
Se ne vedono i segni evidenti nell’imposta dell’arco centrale dove i blocchi lapidei cominciano a separarsi senza che si provveda neppure a mettere quegli elementari vetrini che almeno servono per verificare l’accentuarsi dei cedimenti.
A questo si aggiunga una serie di crolli dell’intonaco in tutti i punti della chiesa che, a parte il pericolo, creano uno stato di apprensione non solo per il monumento, ma anche per chi lo visita.
Ancora una volta dobbiamo prendere atto dell’assoluta indifferenza della pubblica amministrazione nei confronti del patrimonio culturale. Anche e soprattutto verso quei monumenti che sono il punto di riferimento della storia della nostra regione.
A Isernia si stanno spendendo 56 milioni di euro del Ministero per i Beni Culturali per un auditorium che non entrerà mai in funzione mentre il patrimonio molisano antico va alla malora!
E’ uno dei segni della nostra impotenza di fronte alla scellerata politica di abbandono di tutto ciò che la storia gratuitamente ci trasmette e che noi non siamo in grado di apprezzare.









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