Arte, architettura e malcostume

Lo scandalo del Museo Archeologico di Castel S. Vincenzo. Un affare di miliardi pubblici andato in fumo.

By 6 Gennaio 2012 6 Comments

Lo scandalo del Museo Archeologico di Castel S. Vincenzo.


L’ingresso principale del Museo come si presenta oggi

L’ingresso al Museo come si presentava l’8 marzo 2009

Nel 2002 (ESATTAMENTE 10 anni fa!) feci un articolato esposto alla Procura della Repubblica, Alla Procura della Corte dei Conti e all’Autorità di Vigilanza sui Pubbici Contratti denunciando lo sperpero di denaro pubblico e una serie di irregolarità nella programmazione, finanziamento, progettazione ed esecuzione di una ignobile opera che dopo 10 anni crolla miseramente senza essere stata mai terminata ed inaugurata.

Così si presenta oggi la Via del Museo Archeologico, fiore all’occhiello della cultura regionale


Così appare il Museo all’ingresso dalla parte della Villa Comunale

 

Questo si riesce a sbirciare dalle vetrate. Schedari abbandonati, attrezzature ammucchiate, sporcizia e disordine dappertutto, pavimenti non finiti, ragnatele in ogni angolo!

QUI SI CONSERVA LA MEMORIA STORICA DEL PIU’ IMPORTANTE MONASTERO CAROLINGIO D’ITALIA!

Questo è l’ingresso all’archivio-laboratorio!

Eppure l’Autorità di Vigilanza aveva accertato una serie di macroscopiche irregolarità!

Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, con Deliberazione  n° 54 nell’ Adunanza del 19.03.2003 (R/29/2003)

Oggetto:    Realizzazione di Museo nel comune di Castel S. Vincenzo- Finanziamento Regione Molise (Delibera Regionale n. 1127 del 20/07/98).
Stazione Appaltante:  Comune di Castel S. Vincenzo
Esponente:    Arch. Francesco Valente
Riferimenti normativi: Artt. 1 e 25 legge 11 febbraio 1994, n. 109, e s. m. 1.
Il Consiglio
VISTA la legge quadro sui lavori pubblici, legge li febbraio 1994 n° 109;
VISTO il DPR del 21 dicembre 1999, n. 554
VISTA la relazione redatta dal Servizio Ispettivo
Considerato in fatto
Con segnalazione pervenuta a questa Autorità in data 08/01/03 l‘arch. Francesco Valente ha segnalato una serie di presunte irregolarità commesse dall’amministrazione comunale di Castel San Vincenzo nella conduzione del procedimento in oggetto, delle quali è stata informata anche la Procura Regionale della Corte dei conti e quella della Repubblica con un pregresso esposto. Tali irregolarità in particolare riguardano la stessa procedura di affidamento della progettazione delle opere risalente all’anno 1998 nonché la successiva fase realizzativa delle stesse, nell’ambito della quale si sarebbe fatto ricorso a“varianti sostanziali che hanno determinato un aumento di costo spropositato tant ‘é che l’immobile è oggi a meno del 50% mentre i finanziamenti sono stati già utilizzati almeno all’80%.  In altri termini, ammesso che vengano utilizzate tutte le somme a disposizione, il museo resterà comunque incompleto per almeno il 35%.         L’esponente ha evidenziato inoltre che i lavori la cui ultimazione era contrattualmente stabilità per il 02/04/01 “allo stato risultano… fermi, il cantiere abbandonato e le opere realizzate a meno del 50%    ed ha chiesto di accertare, tra l’altro, “il motivo per cui in assenza totale di imprevisti geologici, meteorologici, finanziari, ambientali o urbanistici (trattandosi di edificio realizzato ex novo previa verifica delle condizioni geologiche, urbanistiche e finanziarie) alla data del 2 aprile 2001 non è stato consegnato al comune”.

In data 16/01/03 il Servizio Ispettivo ha convocato il responsabile del procedimento ed il direttore dei lavori in un’audizione a fini istruttori tenutasi successivamente in data 07/02/03.
Dagli atti acquisiti e da quanto riferito nel corso della suddetta audizione è stato possibile rilevare che:

(OMISSIS …..   segue la descrizione dell’esito dell’ispezione)

In base a quanto sopra considerato,
Il Consiglio
Rileva
che il comportamento tenuto dal Comune di Castel San Vincenzo non è conforme, nei sensi su indicati, ai principi generali di cui all’art. 1 della legge 11 febbraio 1994, n. 109. e s. m. i. ed a quanto specificatamente prescritto dal successivo art. 25 in ordine alle varianti da effettuare in corso d’opera.
Dispone
il monitoraggio dell’ulteriore corso dell’intervento al fine di poter accertare l’effettiva conclusione delle opere nei nuovi termini imposti dalla convenzione regionale e l’eventuale ricorrere dell’ipotesi di danno erariale che può configurarsi per quanto sopraesposto.
Manda
al Servizio Ispettivo la presente deliberazione perché la comunichi all’esponente ed alla Stazione Appaltante ai fini dell’adozione dei conseguenti provvedimenti da comunicare entro il termine di trenta giorni dalla notificazione della presente ed affinché provveda ad acquisire presso la Regione Molise specifici chiarimenti in relazione ai prolungati tempi occorsi per l’approvazione della richiamata perizia di variante, comunque intervenuta pur in presenza di forti ritardi nell’esecuzione dell’opera e nel ricorrere di comportamenti del soggetto attuatore non conformi alla norma.

COSA CREDETE CHE SIA SUCCESSO DOPO?

NIENTE!

Tutti felici e contenti mentre i cittadini molisani continuano ad aspettare che si apra questo ignobile esempio di sperpero di denaro pubblici!

I nostri politici ci dicono: Ma godetevi il paesaggio, al resto pensiamo noi!

LEGGI I PRECEDENTI:

www.francovalente.it/2010/06/13/vi-ricordate-dello-scandaloso-museo-archeologico-di-castel-s-vincenzo/

www.francovalente.it/2009/03/08/il-mostro-museo-di-castel-s-vincenzo-cade-a-pezzi-e-la-regione-tace/

Join the discussion 6 Comments

  • enzo ha detto:

    …se non vedevo le foto non ci credevo, ma come mai quando un cittadino sbaglia deve pagare multe salatissime mentre questi (signori) politici godono sempre dell’impunità piu’ assoluta.

  • Matthew ha detto:

    Scandolo si. Gia da tempo la parola chiave dell’archeologia e tutela patrimoniale sia stata la sostenibilità. Questo lo sapiamo tutti. OK. Quindi forse il vero scandolo sia stato la concezione di un box stile Gehry in un paesino molisano di 600 persone: come fare a sostenere una cosa del genere qui, dato il contesto? Come un ex-residente del commune e anche ex-adetto ai lavori archeologici (anche se gia’ 16 anni fa), mispiace molto e mi vergogno non poco. Matthew

  • Gattaro ha detto:

    …il bello sta nel fatto che in questi giorni verrà inaugurata una mostra su San Vincenzo presso il museo di Venafro… c’è una logica in tutto ciò?? In quelle cassette (vedi foto dell’interno del museo) dovrebbero essere conservati i lacerti di affreschi rinvenuti nelle campagne di scavo che credo oramai inservibili dopo anni passati in una scatoletta di tonno all’umido e al caldo delle lamiere… Intanto, sotto il profilo della ricerca archeologica ancora non si ha notizia della pubblicazione dei lavori… Il Suor Orsola ha incassato bei soldini e il “Professore” (come viene definito in questo Blog) ha solamente pubblicato un ennesimo trattato storico, sottolineando il fatto che la materia di sua competenza rimane la suddetta e non l’archeologia! Dall’altra parte, è uscito il volume di San Vincenzo 5 da parte della missione Inglese dove si ipotizza la costruzione della cripta anulare di SVM in una fase successiva all’edificazione della chiesa… Chissà… sicuramente l’archeologia non è una scienza esatta ma utilizzarla solo a scopo scandalistico e politico (e in questo credo che un po c’entri anche lei caro Architetto…) è veramente disgustoso, quando non è frutto di palese negligenza ed ignoranza sulla materia!!

    L’indignazione è oramai alle stelle… ma forse oramai abbiamo imparato un po tutti ad avere il pelo sullo stomaco… e queste cose passano come passa il tempo che sta distruggendo quel che è rimasto degli affreschi e delle evidenze archeologiche di San Vincenzo al Volturno…

  • Franco Valente ha detto:

    Caro Gattaro,
    sono convinto sinceramente che tu abbia ragione e per questo motivo mi sono dimesso da qualsiasi incarico a S. Vincenzo in tempi non sospetti. Quando era ancora abate don Bernardo D’Onorio con il quale ho condiviso la gioia delle grandi scoperte e subito gli attacchi più ignobili da parte di poveri scornacchiati, invidiosi ed incompetenti.

    Comunque se il professore non capisce di archeologia sono problemi suoi. Tra l’altro sapere con esattezza l’epoca della cripta di Josue è l’ultimo dei problemi. Tutta aria fritta. E’ il significato che interessa.

    Credo di aver portato non meno di 10 mila persone a visitare questo luogo senza essere stato ripagato del lavoro di promozione che ho svolto.

    Da quando ho cessato di interessarmi di S. Vincenzo è calato il velo della indifferenza su questo luogo.

    Devo dire agli abitanti di Castel S. Vincenzo e di Rocchetta: Tenetevi ben stretti questi ruderi. A voi non diranno mai niente. Fateveli crollare pure addosso. Siete fuori della loro storia.

    Io ho perso qualsiasi interesse architettonico, archeologico, storico ed artistico per quel luogo. Può anche crollare tutto. La cosa mi è del tutto indifferente.

    Per S. Vincenzo rimane la rabbia di una grande occasione perduta. Perduta definitivamente, perché la baracca non si addrizzerà più.

    Io la penso come gli inglesi. Non gliene frega più nulla di S. Vincenzo. E fanno bene! Dopo essere stati ripagati (ed io con loro) in quel modo dal Governo Italiano e dai comuni di Castel S. Vincenzo e Rocchetta, cosa ci si deve aspettare!

    A me rimane solo l’interesse letterario. Continuerò a pubblicare le mie ricerche. Continuerò a fare conferenze sulla cripta di Epifanio. Continuerò a parlare di S. Vincenzo come uno dei luoghi più affascinanti al mondo.

    Fra qualche mese uscirà il mio romanzo sull’omicidio di Ambrogio Autperto. Ti assicuro che avrà un bel successo.

    Ma che si espongano i pezzi a Venafro o casa del Diavolo non mi interessa in alcun modo. Ormai i buoi sono usciti dal recinto…

  • Gattaro ha detto:

    Gent.le architetto il suo post è stato profetico… a San Vincenzo sono crollate le impalcature di copertura dello scavo sotto il peso della neve!

    PS Mi permetto di ricordarLe che per poter raccontare il monastero di San Vincenzo , anche solo nel suo “significato”, bisognerebbe far riferimento al dato materiale che quel posto ha largamente elargito. La favola di Ambrogio Auperto o il martirio di San Lorenzo sono storie meravigliose e storicamente importanti ma restano fiction di bassa lega rispetto alla potenza della ricerca scientifica. Quella ben fatta si intende!

  • Domenico ha detto:

    Sono rimasto colpito ed addolorato nell’apprendere tutto questo inaccettabile scempio.
    Colpito perché conosc(ev)o i progettisti molto bene e so della loro bravura e capacità. Pertanto mi lascio un angolo di sospensione del giudizio sulle loro dirette responsabilità.
    Mi addolora constatare che a volte si mira troppo in alto con il carico di rappresentatività dell’architettura quand’essa nasce così a prescindere dalla reale consistenza di apparati istituzionali di sostegno e gestione della stessa.
    Per non parlare poi di principi sistematicamente elusi riguardo ad analisi sui costi e benefici, sulla “misura” dell’impegno economico a fronte di un risultato in termini di reale ritorno di utilità per la collettività e, solo da ultimo, di un ritorno di immagine.
    Il vostro, ed anche mio, Molise lo sto vedendo diventare una sorta di chianca, di ammazzatora, di lurida ed abbandonata periferia dove consumare piccoli e infami delitti contro l’erario, la morale, l’ambiente.
    Domenico D.

Leave a Reply


*