Lo scandalo del Museo Archeologico di Castel S. Vincenzo.

L’ingresso principale del Museo come si presenta oggi

L’ingresso al Museo come si presentava l’8 marzo 2009
Nel 2002 (ESATTAMENTE 10 anni fa!) feci un articolato esposto alla Procura della Repubblica, Alla Procura della Corte dei Conti e all’Autorità di Vigilanza sui Pubbici Contratti denunciando lo sperpero di denaro pubblico e una serie di irregolarità nella programmazione, finanziamento, progettazione ed esecuzione di una ignobile opera che dopo 10 anni crolla miseramente senza essere stata mai terminata ed inaugurata.
Così si presenta oggi la Via del Museo Archeologico, fiore all’occhiello della cultura regionale

Così appare il Museo all’ingresso dalla parte della Villa Comunale
Questo si riesce a sbirciare dalle vetrate. Schedari abbandonati, attrezzature ammucchiate, sporcizia e disordine dappertutto, pavimenti non finiti, ragnatele in ogni angolo!
QUI SI CONSERVA LA MEMORIA STORICA DEL PIU’ IMPORTANTE MONASTERO CAROLINGIO D’ITALIA!
Questo è l’ingresso all’archivio-laboratorio!
Eppure l’Autorità di Vigilanza aveva accertato una serie di macroscopiche irregolarità!
Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, con Deliberazione n° 54 nell’ Adunanza del 19.03.2003 (R/29/2003)
Oggetto: Realizzazione di Museo nel comune di Castel S. Vincenzo- Finanziamento Regione Molise (Delibera Regionale n. 1127 del 20/07/98).
Stazione Appaltante: Comune di Castel S. Vincenzo
Esponente: Arch. Francesco Valente
Riferimenti normativi: Artt. 1 e 25 legge 11 febbraio 1994, n. 109, e s. m. 1.
Il Consiglio
VISTA la legge quadro sui lavori pubblici, legge li febbraio 1994 n° 109;
VISTO il DPR del 21 dicembre 1999, n. 554
VISTA la relazione redatta dal Servizio Ispettivo
Considerato in fatto
Con segnalazione pervenuta a questa Autorità in data 08/01/03 l‘arch. Francesco Valente ha segnalato una serie di presunte irregolarità commesse dall’amministrazione comunale di Castel San Vincenzo nella conduzione del procedimento in oggetto, delle quali è stata informata anche la Procura Regionale della Corte dei conti e quella della Repubblica con un pregresso esposto. Tali irregolarità in particolare riguardano la stessa procedura di affidamento della progettazione delle opere risalente all’anno 1998 nonché la successiva fase realizzativa delle stesse, nell’ambito della quale si sarebbe fatto ricorso a“varianti sostanziali che hanno determinato un aumento di costo spropositato tant ‘é che l’immobile è oggi a meno del 50% mentre i finanziamenti sono stati già utilizzati almeno all’80%. In altri termini, ammesso che vengano utilizzate tutte le somme a disposizione, il museo resterà comunque incompleto per almeno il 35%. L’esponente ha evidenziato inoltre che i lavori la cui ultimazione era contrattualmente stabilità per il 02/04/01 “allo stato risultano… fermi, il cantiere abbandonato e le opere realizzate a meno del 50% ed ha chiesto di accertare, tra l’altro, “il motivo per cui in assenza totale di imprevisti geologici, meteorologici, finanziari, ambientali o urbanistici (trattandosi di edificio realizzato ex novo previa verifica delle condizioni geologiche, urbanistiche e finanziarie) alla data del 2 aprile 2001 non è stato consegnato al comune”.
In data 16/01/03 il Servizio Ispettivo ha convocato il responsabile del procedimento ed il direttore dei lavori in un’audizione a fini istruttori tenutasi successivamente in data 07/02/03.
Dagli atti acquisiti e da quanto riferito nel corso della suddetta audizione è stato possibile rilevare che:
(OMISSIS ….. segue la descrizione dell’esito dell’ispezione)
In base a quanto sopra considerato,
Il Consiglio
Rileva
che il comportamento tenuto dal Comune di Castel San Vincenzo non è conforme, nei sensi su indicati, ai principi generali di cui all’art. 1 della legge 11 febbraio 1994, n. 109. e s. m. i. ed a quanto specificatamente prescritto dal successivo art. 25 in ordine alle varianti da effettuare in corso d’opera.
Dispone
il monitoraggio dell’ulteriore corso dell’intervento al fine di poter accertare l’effettiva conclusione delle opere nei nuovi termini imposti dalla convenzione regionale e l’eventuale ricorrere dell’ipotesi di danno erariale che può configurarsi per quanto sopraesposto.
Manda
al Servizio Ispettivo la presente deliberazione perché la comunichi all’esponente ed alla Stazione Appaltante ai fini dell’adozione dei conseguenti provvedimenti da comunicare entro il termine di trenta giorni dalla notificazione della presente ed affinché provveda ad acquisire presso la Regione Molise specifici chiarimenti in relazione ai prolungati tempi occorsi per l’approvazione della richiamata perizia di variante, comunque intervenuta pur in presenza di forti ritardi nell’esecuzione dell’opera e nel ricorrere di comportamenti del soggetto attuatore non conformi alla norma.







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