La Soprintendenza ha scoperto l’America a Venafro. Prima copre e poi scopre!

Al Telegiornale di RAI-Assuntina di oggi pomeriggio hanno fatto una rivelazione che cambia la storia dell’arte in Italia!

Hanno scoperto che gli affreschi dell’abside di sinistra della cattedrale sono del 1458 e che sopra l’immagine della Madonna con Bambino e Cobella de Alferio ci sono altri affreschi della stessa epoca.

Adesso consiglierei di scoprire anche l’affresco che ho pubblicato nel 1979 (Venafro, origine e crescita di una città) e che si trova dietro l’organo che ne impedisce la vista.


Madonna con Bambino tra due angeli ceroferari (da F.VALENTE, Venafro, origine e crescita di una città, 1979)

Per carità, nessun Soprintendente è tenuto a leggere i libri scritti da altri, però far passare per scoperta una cosa ultra-nota e risaputa non è simpatico. Soprattutto per chi quelle cose ha scritto da anni, anzi da decenni.

Ora, che si dica che si stanno facendo lavori di restauro e che si stiano portando alla luce affreschi coperti da pitture recenti, è sicuramente importante.

In un momento in cui la cultura è un optional in questa regione, un restauro di affreschi è grasso che cola.


Queste le condizioni dell’affresco di Cobella dagli anni “60”.

Ma le bugie sono un’altra cosa.

La Cattedrale di Venafro nel Settecento era stata totalmente trasformata con un paramento interno barocco. Come per gran parte degli edifici del meridione italiano.

Negli anni “60” del secolo scorso si decise di togliere la sovrapposizione barocca (cosa peraltro molto discutibile) e fu portata alla luce una serie di affeschi quattrocenteschi e cinquecenteschi.

Tra essi la grande Madonna con Bambino sovrastante il catafalco pittorico di Cobella de Alferio.

La data 1458 dell’affresco è conosciuta da tempo. A Cobella Gennaro Morra (ma non solo lui) attribuì l’appartenenza ad una inesistente famiglia de Alario. Nel 2005 ho definitivamente chiarito che Cobella apparteneva alla famiglia de Alferio e che Morra aveva letto male l’epigrafe. Ho ripubblicato le considerazioni sul mio sito:

http://www.francovalente.it/2008/11/02/cattedrale-di-venafro-il-vescovo-antonio-mancini-1427-1465/

Ho pubblicato ed integrato le note successivamente chiarendo anche chi fosse suo marito e i rapporti di parentela con il vescovo Antonio Mancini che aveva ricostruito la Cattedarle dopo il terremoto del 1456:

http://www.francovalente.it/2011/11/13/cobella-di-castelpetroso-nella-cattedrale-di-venafro/

Quando l’affresco venne alla luce si scoprirono anche le pitture che erano a lato, ma furono coperte dalla Soprintendenza di L’Aquila non sappiamo se per rinviare ad altra data il restauro o perché ritenute poco importanti.

Oggi la Soprintendenza di Campobasso le scopre di nuovo e annuncia l’evento!

Tra l’altro si parla di scoperta casuale in occasione di un “intervento di soma urgenza” su quelle pitture.

La somma urgenza sarebbe conseguente ad eventi atmosferici del 2008 (sic!).

Già il fatto che ci si mettono oltre tre anni per avviare un intervento di “somma urgenza” la dice lunga sul concetto di urgenza da parte della Soprintendenza!

Ma le cose non stanno esattamente come vengono raccontate.


Queste le condizioni della parte che provoca il danno alle pitture. Altro che “somma urgenza”!

Questo spettacolare ciclo di affreschi sta in queste condizioni dagli anni 60.

Cioè da quando fu fatta dalla stessa Soprintendenza la sistemazione esterna con la cementificazione del pavimento esterno alle absidi e la costruzione di quell’orribile muro con inferriata che a Venafro chiamano “il reggipetto del Vescovado”.


Il cosiddetto “reggipetto del Vescovado”


Estratto da  F.VALENTE, Venafro, origine e crescita di una città, 1979

Cioè, per quanto ne so io, questo intervento aveva il carattere della somma urgenza da qualche anno prima che nascesse il nuovo Soprintendente dott. Ferrara!

E proprio vero! I soprintendenti sono i veri Cristiani di oggi: lavorano per l’Eternità!


“Il reggipetto del Vescovado”

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