Nel Molise, secondo Montecassino, i dipendenti regionali vivono costantemente in peccato mortale

Nel Molise, secondo Montecassino, i dipendenti regionali vivono costantemente in peccato mortale.

A volte mi chiedo come abbia fatto Michele Iorio a mantenere saldo il suo potere politico quando è circondato da una pletora di dirigenti che vivono in una costante situazione di peccato.

A Campobasso, per esempio, ancora si aggira un personaggio che veniva chiamato “il Vescovo” per i suoi strani rapporti con i parroci della regione in materia di finanziamenti regionali e che ha continuato a gestire i finanziamenti anche dopo un ragionevole pensionamento.

Questi personaggi vengono chiamati anche “chiodi di carrozza”, ovvero sono chiodi fondamentali per tenere uniti i pezzi della carrozza. Senza di essi la carrozza si sfascia.

Se identifichiamo nella carrozza (o carrozzone) tutto l’apparato fisico in cui essi si muovono, devo ritenere che essi siano letteralmente inchiodati alle poltrone e che senza di essi la carrozza (il carrozzone) non si muove.

Allora bisogna pregarli di stare al loro posto e se poi la carrozza continua a non muoversi, bisogna mettere un po’ di olio in modo che anche i cavalli che devono tirare si sentano più sollevati.

L’olio è di tante specie. Per esempio quello che chiamano “aiuto alle imprese” per velocizzare le erogazioni di soldi. Una sorta di consulenza per non sbagliare a fare la pratica che essi, “chiodi di carrozza”, devono approvare.

Dicono i giornali che le imprese nel Molise vantino crediti dalle pubbliche amministrazioni per oltre 60 milioni di euro. Io credo che i crediti siano ancora di più.

La quasi totalità di questi crediti provengono dal bilancio regionale.

Sono soldi che esistono. Sono stati messi in bilancio. Una volta messi in bilancio le amministrazioni locali hanno fatto gli appalti. Le imprese hanno fatto i lavori. I Direttori dei Lavori hanno certificato il loro credito, ma la Regione non paga….

“Delle due l’una….”
o i soldi sono stati falsamente messi nella disponibilità della regione
o “i chiodi di carrozza” non fanno partire la carrozza.
Se fosse vera la prima, ci si troverebbe di fronte a bilanci falsi.
Se fosse vera la seconda, ci si troverebbe di fronte a funzionari corrotti.

Io mi sto convincendo che esiste una terza condizione.
I funzionari regionali vivono in una situazione di costante peccato: Si assumono la responsabilità di svolgere compiti che non sanno svolgere.

Sarebbe, detto in latino, “tenere officium ad quod non sufficit”.

E a Montecassino si ritiene che sia peccato grave “tenere officium ad quod non sufficit”.

Neanche il Papa li può assolvere!

All’inizio del XVIII secolo Erasmo Gattola era l’archivista di Montecassino. Nella sua “Historia” riportò la trascrizione di un codice del XIII secolo dove, tra le altre cose, vi era l’elenco dei peccati che assolutamente non si dovevano commettere.

Tra i peccati più gravi vi era quello di “tenere officium ad quod non sufficit”.
Questo peccato era posto subito dopo la lussuria, l’apostasia, l’usura ed il furto!

Tenere officium ad quod non sufficit nella sostanza significa che è peccato gravissimo fare un’attività per la quale non si hanno specifiche capacità, ovvero non si è all’altezza. Sarebbe come mettersi alla guida di un torpedone dopo aver ingurgitato un paio di litri di Barbera.

Dunque a Montecassino (precorrendo i tempi, ma rimanendo inascoltati) già nel 1273 avevano considerato un peccato gravissimo la presunzione tipica dei nostri funzionari pubblici di poter svolgere un ufficio senza avere la necessaria preparazione.

Spread the love

Commenti

Una risposta a “Nel Molise, secondo Montecassino, i dipendenti regionali vivono costantemente in peccato mortale”

  1. Metafora perfetta per rappresentare il livello di tenuta per far soldi e mantenere il potere da parte di uomini scelti dal popolo. Sono moderni “Re Travicelli caduti ai ranocchi…” Eh, sì ce lo dobbiamo proprio dire , anche se a qualche Giusto dispiace!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *