Sindaco di Civitacampomarano: Nel castello mettici cannoni e comincia a cannoneggiare. Così fai una iniziativa compatibile con le sue caratteristiche architettoniche!
Non se ne può più di un Ministero che agisce in maniera plateale contro i propri Beni Culturali.
Ancora una volta un provvedimento illogico e paradossale per impedire che un Comune utilizzi il proprio patrimonio storico e culturale per migliorare anche le proprie condizioni economiche.
Accade a CIVITACAMPOMARANO, uno dei comuni più isolati del Molise, dove la Soprintendenza con un diniego sconcertante impedisce che si tenga una delle manifestazioni più qualificanti di una estate in cui la cultura la fa da padrona.
A Civitacampomarano il sindaco Paolo Manuele e la sua amministrazione hanno puntato tutte le risorse economiche di un bilancio magro come quello di un paese dell’entroterra molisano per dare speranze ai giovani partendo dal recupero del patrimonio antico e delle tradizioni culturali.
A Civitacampomarano il castello medioevale è talmente ingombrante sia dal punto di vista storico che da quello monumentale che nulla si può fare senza coinvolgerlo e senza esserne coinvolti.
La Comunità Nazionale ha profuso miliardi su miliardi di lire perché venisse acquistato e messo a disposizione dell’Amministrazione Comunale affinché ne avesse cura e facesse di esso un punto di orgoglio per manifestazioni che fossero compatibili con la sua natura.
Certamente nessuno si è mai sognato di utilizzarlo per riattivare le bocche delle cannoniere o per impiccarvi i nemici del paese. Il Comune fino ad oggi vi ha tenuto solo ed esclusivamente convegni, attività conoscitive, conferenze, mostre didattiche, scuole di formazione.
La Soprintendenza invece non ne ha fatto mai un uso culturale avendolo fittato ignobilmente (direbbe qualcuno), ma vantaggiosamente (diremmo noi), per tenervi banchetti matrimoniali e cerimonie goderecce.
Nessun boiardo della Soprintendenza si è mai scandalizzato per tale singolare uso che si è fatto nel passato. Anzi qualcuno di essi ha anche partecipato a qualche banchetto ricavandone pure un certo godimento culturale.
Il Sindaco Manuele, con la sua Amministrazione, invece ha osato immaginare che al suo interno si potesse fare una ricostruzione storica di un convivio medioevale con tanto di figuranti in costume e di attori che avrebbero recitato per far capire le caratteristiche e la storia di quei cibi.
APRITI CIELO!
Il Soprintendente ha stabilito che si sarebbe trattato di una perversa azione di lesione alla storia del monumento!
Per il Soprintendente le gozzoviglie di moderni matrimoni e le tavolate per ignobili ingozzamenti sono compatibili con le caratteristiche storiche e i valori architettonici del monumento!
UN CONVIVIO MEDIOEVALE CON FIGURANTI IN COSTUME E ATTORI RECITANTI INVECE NO!!!
Questa invece è tutela!

Un convivio in costume rovina un monumento e le cacate di ferro su S. Maria delle Monache sono un arricchimento culturale!
Questa scala viene consentita dalla Soprintendenza a 20 metri dal Castello in pieno centro storico!
Una cena in costume NO!
Io condivido e esprimo la piena solidarietà al Sindaco Paolo Manuele e alla sua Amministrazione per il comunicato stampa che ha diffuso:
Preg.mo Presidente Giunta Regionale del Molise
Preg.mo Presidente Consiglio Regionale del Molise
Preg.mi Consiglieri Regionali del Molise
Preg.mo Presidente Provincia di Campobasso
Preg.mi Consiglieri Provinciali
Preg.mo Presidente Consiglio Provinciale Campobasso
Agli Organi d’informazione
Oggetto: Il castello negato
Con la presente, porgo all’attenzione delle SS.LL., lo stato in cui versa la valorizzazione dei beni culturali, storici ed architettonici nel Molise, con particolare riferimento a quanto personalmente accaduto, per la concessione in uso, del monumento presente nel Comune che rappresento. Nell’ambito delle iniziative estive, rientranti nel programma “Un’Estate al Borgo Autentico di Civitacampomarano”, si è deciso di organizzare una serie di eventi, con l’intento di svolgere parte di essi all’interno del Castello Angioino, sia per la cornice che offre, sia per darne un’ulteriore valorizzazione.
Tra le varie manifestazioni, è stata programmata la serata “Calici di Stelle”, inserita nel circuito nazionale del Movimento Turismo del Vino. Per questa specifica circostanza, il Soprintendente Dott. Daniele Ferrara, prescrive il diniego a svolgere l’evento, motivando che non è compatibile con il carattere storico-artistico del monumento. L’amarezza deriva in primis dagli ottimi rapporti maturati, in un anno dal mio insediamento, con il Soprintendente Arch. Stefano D’Amico, con il quale reciprocamente abbiamo portato avanti intese, ed operatività, utili a rendere (nell’ambito dei regolamenti di tutela e fruizione del bene) il Castello un Monumento non chiuso ma visitabile.
Il problema della mancanza di personale, nonché di risorse economiche, della Soprintendenza per l’apertura del Castello, è stato risolto attivando tra il Comune e la Pro – Loco “Vincenzo Cuoco” un Punto Informativo Turistico, con il compito di curare le visite guidate ogni fine settimana, ed in aggiunta in altre specifiche circostanze (ad esempio gruppi di scolaresche) debitamente autorizzate dalla stessa Soprintendenza. Il bene, come da disposizioni e regolamento Mi.B.A.C. Direzione Molise, è visitabile gratuitamente, pertanto il Comune al fine di incentivare l’opera meritoria e meritevole dei ragazzi della Pro – Loco, che sottolineo si prestano con spirito ed azione volontaria, ha stanziato uno specifico contributo destinato alla medesima associazione. Lo stesso Comune, quando in passato la Soprintendenza non aveva appaltato il servizio esterno di pulizia, ha garantito a proprie spese la pulizia dei locali, ed in particolare la perfetta igiene dei servizi.
Ad oggi inoltre, nell’ottica della continua e reciproca collaborazione, il personale del Comune effettua lo sfalcio dell’erba in ambedue i fossati. Quindi, con profondo rispetto istituzionale, mi desta perplessità la mancata autorizzazione, motivata che nel Castello “non si possa mangiare o degustare”, se andando a ritroso emerge che la stessa Soprintendenza (qualche anno addietro) ha autorizzato privati, e non Enti Pubblici, ad effettuare banchetti e catering per cerimonie (quali matrimoni). Inoltre, contrariamente a quanto avvenuto in passato -nelle circostanze appena menzionate -, nella mia richiesta ho specificato che la cornice del Castello, in occasione di Calici di Stelle, era finalizzata solo alla degustazione, non per la preparazione dei piatti, quindi evitando il potenziale uso pericoloso sia per gli ospiti, sia per la salvaguardia del bene, di tradizionali bombole GPL.
A mio modesto avviso, la cena preparata con maestria, curata nell’illustrazione dei piatti da personale altamente qualificato, sarebbe stata inoltre attinente al contesto del monumento, avrebbe avuto anche un nesso con la fortezza; infatti si sarebbe rievocata la storia e la tradizione culinaria medioevale. Non avevo presentato istanza per lo svolgimento di una sagra paesana (non la proporrò mai), bensì un’iniziativa di spessore, di grande promozione del Castello su circuiti e canali nazionali. Con profondo stupore, con grande ammirazione, guardo a quanto accade in altre regioni, in cui i monumenti vengono utilizzati, divengono vetrina, per molteplici eventi musicali, teatrali, enogastronomici, contrariamente al “bavaglio” posto in essere da qualcuno nel nostro amato Molise.
Per di più, l’indignazione aumenta, se a questo aggiungo che mesi fa, proponendo al Direttore Regionale la possibilità, a cura della Soprintendenza, di allestire nel Castello Angioino delle mostre, delle rassegne ed esposizioni di reperti – in quanto il monumento è molto bello, grande ma purtroppo vuoto -, per tutta risposta mi son sentito dire “Sindaco, siamo alle prese con l’allestimento della pinacoteca del Castello Pandone di Venafro, perché Venafro è la porta di ingresso e di uscita del Molise, mentre Civitacampomarano sta nell’entroterra…pertanto non è il momento”. Lascio a Voi ogni considerazione!!!
Quindi pongo alla Vostra attenzione se tutto questo sia degno del nostro territorio, se tutto questo sia davvero promozione dei beni che “appartengono” ai molisani, soprattutto Vi chiedo di intervenire, nelle giuste sedi istituzionali, per porre fine a questa restrizione che si giustifica con il termine tutela, ed invece effettivamente, forse, è non volere che alcune cose si facciano. Se la situazione è questa è meglio chiudere, ciò significa non poter portare avanti nessun programma di promozione, di turismo, perché il Molise è pieno di siti, di beni, sconosciuti ai molisani ed inaccessibili ai turisti che vengono da fuori regione e dall’estero.
Dobbiamo iniziare ad interrogarci perché in altre Regioni, per altri siti anche di caratura mondiale, sia possibile lo svolgimento di una miriade di eventi.
Infine, se si considera il degrado e l’abbandono, in cui versano alcune aree archeologiche, non ci possiamo nemmeno più definire un Paese civile. In un periodo di grave crisi economica, di congiuntura, anche da queste preziose risorse e ricchezze presenti nel territorio regionale, si può ripartire e creare slancio occupazionale e micro-sviluppo locale. Ci vogliono azioni, iniziative, lecite e consone, che devono iniziare a toccare l’animo dei molisani, devono smuovere le coscienze. Una delle azioni per quanto mi riguarda, terminate le manifestazioni estive già programmate e con anche impegni di spesa assunti dall’Ente, sarà la restituzione delle chiavi del Castello alla Soprintendenza, ed in Piazza Municipio – ossia ai piedi del Castello – apporrò un bel manifesto “Gentili turisti il Castello è chiuso per ferie a tempo indeterminato…per visitarlo prenotatevi, forse una visita sarà possibile nell’eternità”. È arrivato il tempo di non continuare più a tacere, lasciando che questi eventi ci scivolino addosso.
Paolo Manuele, sindaco di Civitacampomarano



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