Terzo centenario della nascita di Paolo Gamba. Cronaca di un convegno estivo a Ripabottoni.
Ripabottoni ha celebrato il terzo centenario della nascita di Paolo Gamba grazie all’eccellente iniziativa dell’Ecomuseo Itinerari Frentani e alla costanza di Marcello Pastorini e Manfredi De Santis, alla condivisione dell’Amministrazione Comunale, della Pro-loco e dell’Associazione Borghi d’Eccellenza del Molise di cui l’antica Ripabrittoni fa parte.
Un miniconvegno che ha richiamato un pubblico notevole e, soprattutto, qualificato, in un pomeriggio estivo dominato da un cielo più azzurro del solito, splendido fondale alla facciata della monumentale chiesa dell’Assunta che, iniziata nel 1731, fu completata nel 1744 da Ferdinando Sanfelice uno dei più prestigiosi architetti barocchi napoletani.
Una facciata in cui i suggerimenti borrominiani, che Sanfelice non disdegnò di recepire, si concentrano in un ricciolo lapideo che io considero il più bello del Molise.(http://www.francovalente.it/2009/10/09/a-ripabottoni-il-piu-bel-ricciolo-barocco-della-regione/)
Già questo particolare sarebbe un motivo per fare un viaggio a Ripabottoni ma vi si aggiunge lo spazio che sta davanti alla chiesa, con la sua articolazione planimetrica, i suoi elementi architettonici, il suo arredo urbano e un eccellente recupero ambientale che restituisce decoro a un luogo antico e ricco di storia meritevole di quell’attenzione che la pubblica amministrazione gli doveva.
Ma il convegno si sarebbe dovuto occupare di altre cose e l’obiettivo è stato raggiunto con grande soddisfazione dei presenti. Lo hanno anticipato nel saluto il vicesindaco di Ripabottoni Gianpiero Tamilia, il sindaco di Larino Guglielmo Giardino e il parroco don Gabriele Tamilia, che ha consentito entusiasticamente lo svolgimento dell’incontro all’interno di una chiesa ancora interessata da grandi lavori di consolidamento.
Su tutti i presenti aleggiava lo spirito di Corrado Carano, impossibilitato a intervenire, che è unanimemente riconosciuto come l’insuperato studioso del pittore ripese con una monografia che dal 1984 costituisce il riferimento imprescindibile per qualsiasi indagine si voglia avviare.
Di Paolo Gamba hanno parlato Antonella Piacente (“La pittura sacra di Paolo Gamba”), Giuseppe Mammarella (“Novità anagrafiche su Paolo Gamba”), Antonio Picariello (“ Paolo Gamba contemporaneo”) e Franco Valente (“Paolo Gamba e il Settecento napoletano”).
Si sono ripercorse tutte le tappe dell’esperienza pittorica di un personaggio che, dopo un determinante periodo di partecipazione alla bottega di Franceso Solimena, fece rientro nel Molise dove iniziò, sia pur tra le immaginabili difficoltà economiche, una carrierà che lo rese il più accreditato pittore di quel periodo. Anche grazie alla estrema vivacità intellettuale di Giovanni Andrea Tria, vescovo di Larino.
Quattro conversazioni accompagnate dalle immagini delle opere che sono disseminate in una serie di chiese che vanno da S. Elia a Pianisi (1740). a Larino (1747-1750), a Montonio nei Frentani (1750), a Ripabottoni (1755), a Fossalto (1758), in Agnone (1771), a Campodipietra (1774), a Colletorto, a Morrone, a Casacalenda, a Campobasso, a Matrice,e fuori regione a Sulmona, a Pescocostanzo, a Penne, a Barrea, a Rodi Garganico, a Cagnano Varano.
Si sono ricostruite le contaminazioni stilistiche derivate dalla frequentazione di ambienti napoletani dominati dalle figure di Cosimo Fanzago, Luca Giordano e, soprattutto, di Francesco Solimena che certamente fu il catalizzatore di un sodalizio artistico che lo portò a suggerire la committenza della progettazione della chiesa dell’Assunta di Ripabottoni a Ferdinando Sanfelice.
Un convegno assume una importanza particolare se permette di squarciare il velo di aspetti sconosciuti. Tanto è stato fatto da Antonella Piacente, Antonio Picariello e Franco Valente con l’analisi dei riferimenti formali, con la rivisitazione degli elementi stilistici, con la considerazione puntuale delle “citazioni” attinte al patrimonio più generale della pittura dell’epoca.
Una serie di novità alle quali si sono aggiunte quelle derivate dalle indagini sulla composizione del suo nucleo familiare, delle sue ascendenze e delle sue discendenza con l’elencazione dei 14 figli che egli ebbe e di cui rimane traccia negli archivi diocesani affidati allo studio e alla cura di Giuseppe Mammarella.
Il convegno si è concluso con una visita alla vicina chiesa della Concezione, ottimamente restaurata nell’architettura mentre gli affreschi ancora attendono un necessario intervento. In questa chiesa forse si potrà approfondire a chi debba essere attribuito un monogramma GP su uno degli ovali (di livello sicuramente inferiore alle altre pitture).
Così auspica anche Mariateresa Palombo che ci ha accompagnato nella visita e che è stata tra gli esecutori dei primi, non completi, lavori di ripulitura e restauro delle pitture di Paolo Gamba nella chiesa dell’Assunta.
Il convegno è servito pure a porre l’attenzione sul problema della conservazione delle opere d’arte. Una sollecitazione sottolineata da un grande applauso dei presenti che hanno evidenziato che è un obbligo della pubblica amministrazione il servirsi di professionisti che nella regione si sono abilmente formati nel campo del restauro e che vengono sistematicamente dimenticati.






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