La strana casa di Civitacampomarano
Quando non riusciamo a capire il senso di alcune immagini diciamo che siamo di fronte ad un mistero. Perciò misteriosa è certamente una singolare abitazione che si trova nella parte antica di Civitacampomarano, sulla via principale del paese, quasi in prossimità della chiesa di S. Giorgio.
Una pietra con la data 1732 non lascerebbe dubbi sull’epoca di costruzione della casa, ma la datazione non è così semplice perché si tratta di un elemento che sembra inserito in maniera poco ortodossa sulla facciata.
Il suo aspetto è piuttosto rozzo e se non fosse per l’anno precisamente leggibile, sembrerebbe di epoca più antica. Vi sono infatti riportate le lettere A.D. (Anno Domini) 1732 e una I al centro. Il tutto collocato all’interno di una cornice a forma di cuore che regge una croce nella parte superiore che si appoggia su una sorta di sfera. Credo che provenga da un altro edificio e che nulla abbia a che vedere con la testina a rilievo che si vede su una pietra sottostante.
Ma a parte la questione della datazione settecentesca, che non mi sembra possa essere estesa a tutta la fabbrica, difficile è anche capire la funzione che avesse l’edificio perché probabilmente non era solo un’abitazione.
Il portale sembrerebbe fatto apposta per fungere anche banco esterno secondo un modo abbastanza diffuso anche in altre parti del Molise. Se ne trovano esempi in Agnone. Anche se nel nostro caso la sua utilizzazione sarebbe stata particolarmente scomoda per l’altezza del piano e, soprattutto, per la presenza di una finestra, poi murata, nella parte bassa.
Altrettanto singolari sono le mensole del ripiano superiore perché una di esse pare abbia fatto parte originariamente di una di quelle finestre dotate di sporto con un elemento nel quale si poteva infilare una canna per appendere panni lavati o alimenti da essiccare. Come si vede nella parte alta della facciata dove sopravvive una finestra di tal tipo.
La posizione caotica delle pietre, benché allineate, sembra essere, dunque, relativa ad un riuso per creare una sorta di pensilina a protezione dell’ingresso più che ad una organica predisposizione funzionale ad un balcone.
Ma questi sono accidenti architettonici dei quali non varrebbe la pena di spendere troppe parole se non per dire che si tratta di architetture pittoresche di cui l’Europa è piena.
Degne di attenzione, invece sono altre due pietre che apparentemente non hanno alcun elemento che le colleghi tra loro, ma che sono un vero rompicapo se si vuole capire quale sia il senso ed il significato che volle dare loro lo sconosciuto lapicida.
Sotto le lastre dell’impraticabile balconata vi è un cippo rettangolare dove si vede una figura allungata che sembrerebbe di giovane dormiente, dai capelli a caschetto, con il braccio destro piegato in maniera da appoggiare la mano alla tempia e il braccio sinistro piegato sul ventre. Sembra vestito di una sorta di sottile calzamaglia (o che sia addirittura nudo). Non si capisce bene neppure se si tratti di un uomo o una donna.
Una seconda pietra, invece, sembra avere qualche elemento in più per ragionare.
Si trova più in alto ed è attualmente isolata dal contesto. Sopra di essa due pietre accoppiate a mensola svolgono una funzione protettiva. Almeno nelle intenzioni di chi ve le pose.
E’ molto rovinata e solo la sagoma permette di capire cosa rappresenti. E’ un guerriero in assalto che tiene con la destra una spada sollevata e pronta per colpire. La sinistra è appoggiata alla vita. Sotto i suoi piedi una figura di serpentone, quasi un drago, strisciante.
Se non vi fosse il serpente si potrebbe dire che si tratti di un Ercole in assalto con la clava. Ma manca la leontè (la pelle di leone nella sinistra) ed è presente il drago.
Non credo che vi siano alternative a riconoscere nel personaggio, nonostante la rovina del tempo, la figura di S. Giorgio. E non solo per l’evidente richiamo alla vicinissima chiesa dedicata a lui, ma anche perché non è inconsueto nella tradizione iconografica orientale, rappresentare S. Giorgio a piedi e non a cavallo come in genere viene raffigurato.
E’ una rappresentazione molto rozza e talmente rovinata che non è possibile azzardare alcuna datazione. A meno che non si voglia creare un collegamento con la figura dormiente che si trova in basso e immaginare che si tratti della principessa destinata ad essere inghiottita dal drago e salvata dal guerriero Giorgio.
I suoi caratteri stilistici la farebbero collocare in un’epoca che genericamente possiamo definire normanna, intorno al XII secolo.
Ovviamente tutto da dimostrare con il beneficio dell’inventario. Altrimenti queste pietre non sarebbero misteriose!











Lascia un commento