A un miglio da S. Maria di Casalpiano, sull’antica via che porta a Morrone, si trova il convento di S. Nazario.
Il vescovo Tria sostiene che sia stato fondato nel XV secolo. Probabilmente la notizia non è del tutto fondata, ma sicuramente nel XVIII secolo fu sostanzialmente trasformato per diventare uno dei conventi francescani più grandi del Molise.
Nel 1593 ospitava 8 religiosi dei Minori Osservanti di S. Francesco che si occupavano prevalentemente di restauro e di rilegature di libri.
Nel 1776 divenne noviziato e pare che abbia mantenuto quella funzione fino al 1867 quando fu soppresso.
Da allora è iniziato un lento e costante degrado, anche perché non è stata mai chiara la proprietà.
Finalmente negli ultimi 20 anni sono state profuse imponenti quantità di denaro per il suo restauro.
Non sono stato in grado di sapere quanti miliardi siano stati spesi nei primi anni.
Di sicuro nel 2006 ai miliardi già spesi si aggiunsero altri € 1.456.526,00, che una volta erano circa 3 miliardi di lire.
In quell’anno, passando casualmente davanti al convento, senza scendere dall’auto, feci alcune foto. Non solo del cartello che diceva che si sarebbe fatto:
“consolidamento, restauro e recupero funzionale del complesso conventuale di S. Nazario”.
Sono tornato a S. Nazario questa mattina in occasione della traslazione annuale della Madonna di Morrone dal paese alla Basilica di S. Maria di Casalpiano ed ho approfittato per dare un’occhiata al convento di S. Nazario.
Un nuovo cartello fa sapere che nel gennaio di quest’anno sono stati eseguiti (e presumo completati) i lavori di “consolidamento, restauro e recupero funzionale del complesso conventuale di S. Nazario” con una ulteriore spesa di € 367.605,18 (che una volta erano circa 700 milioni di lire).
Insomma non stiamo parlando di bruscolini!
La situazione é scandalosamente disastrosa!
Intanto la facciata.
Non entro nel merito del tipo di infissi in metallo con i vetri a specchio che già gridano vendetta e mostrano la totale indifferenza alla filologia da parte di chi ce li ha messi.
Voglio parlare di due cose che immediatamente saltano agli occhi.
Sulla sinistra un corpo di fabbrica, che qualche anno era già dissestato per il crollo dei solai e del tetto, non solo è stato rifatto, ma addirittura sopraelevato. Basta confrontare la foto che ho fatto nel 2006 e quella di oggi.
A destra della facciata della chiesa, poi, una profonda lesione verticale evidenzia che dopo il consolidamento il complesso si è fessurato.
Non ci vuole molto a capire che quella lesione non deriva da fenomeni sismici ma semplicemente per effetto di un cedimento fondale causato da un eccessivo peso dei solai in cemento che sono stati realizzati all’interno.
Dunque miliardi di lire (ovvero milioni di euro) andati in fumo!
Ma questo è niente!
Entrando nel complesso monastico c’è da rimanere sbalorditi nel valutare la
sciatteria progettuale,
l’assurdità degli interventi,
la caotica aggregazione di elementi strutturali incompatibili tra loro,
l’assoluta mancanza di sensibilità architettonica,
la dissennatezza della distribuzione,
la mancanza di qualsiasi criterio funzionale.
Ma non solo questo!
La copertura è in travi metalliche prive di qualsiasi logica strutturale ed estetica e i materiali usati per le pavimentazioni sono degni di un bordello di bassa classe.
E non finisce qui.
Nel chiostro altre preoccupanti lesioni verticali rendono necessarie colossali operazioni per la demolizione delle sovrapposizioni cementizie che ne hanno compromesso la staticità.
Lo scalone principale sta miseramente crollando e le lesioni verticali ed orizzontali ormai rivelano la sua inutilizzabilità.
E poi lo sciagurato accatastamento dei banchi ottocenteschi. Buttati senza cura in un locale terraneo sono ormai alla totale distruzione.
Il colpo finale quando sono entrato nella chiesa.
Qui si sono superate anche le più oscene tinteggiature ministeriali che già ho avuto modo di far conoscere da questo blog.
Una dissacrante operazione di violenza che non ha eguali in Italia. Una sovrapposizione di pitturazioni dove si alternano indescrivibili gradazioni di arancione da postribolo.
Una offesa alla religiosità cristiana e alla storia del gusto!
Giambattista Masciotta scriveva: Consta di una sola navata, con un bellissimo altare di marmo, e contiene un ampio coro in legno intagliato…
Sono andato alla ricerca di quell’altare e l’ho trovato!
L’ho trovato a pezzi.
Malamente accatastato in un disordine che offende anche il più insensibile degli ignoranti.























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