Associazione Malatesta: Graffiti a Oratino su un muro anonimo

Graffiti a Oratino su un muro anonimo: URBAN REGENERATION 2012

L’Amministrazione Comunale di Oratino, uno dei Borghi Belli d’Italia, ha messo a disposizione dell’Associazione “Malatesta” di Campobasso un anonimo e poco apprezzabile muro di cemento di contenimento di una scarpata in una zona poco interessante del paese.

Una zona che non viene considerata di alcun interesse ambientale e come tale, fino ad oggi, non costituiva alcun motivo interesse per chi veniva a Oratino richiamato dalla sua peculiarità di borgo bello.

E’ costume dei “writers” firmare le loro opere con nomi d’arte. A Oratino la fascia murale è stata firmata da
BONZO,
ZHANCO,
REDRJM,
VINZ,
KORVO
SMAKE,
SOME,
DAETWO,
MAD,
GIAW,
NOS.




 



da Wikipedia
Il graffitismo (in inglese graffiti o più raramente graffiti writing), è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, basata sull’espressione della propria creatività tramite interventi pittorici sul tessuto urbano. Correlato ad essa è l’atto dello scrivere il proprio nome d’arte (tag) diffondendolo come fosse un logo. Il fenomeno, ricordando la pittura murale (murales – disegni su muro), è da alcuni ad essa accostato, e viene spesso associato ad atti di vandalismo, poiché numerosi writer utilizzano come supporti espressivi mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico.

Generalmente, i writer più vicini ad un lavoro di ricerca artistica tendono a esprimersi in campi più protetti, come nelle “hall of fame”, spazi a disposizione dei writer in cui dipingere legalmente (siano questi muri esplicitamente dedicati dalle amministrazioni comunali all’espressione della “spray-can art” – un modo, questo, per cercare di arginare il dilagare del fenomeno nel contesto dei centri storici o di quartieri residenziali – o siano luoghi siti in periferie degradate o di poco interesse o difficilmente raggiungibili in cui, per un tacito accordo con gli organi deputati al controllo dell’ordine pubblico, si lascia ai writer “carta bianca” e una relativa tranquillità per dipingere ). I writer che scelgono di esprimersi per lo più in contesti del genere, attraverso la scelta consapevole e responsabile del supporto per la pittura, si distinguono da quelli che intervengono anche su edifici di interesse storico e artistico.

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Commenti

6 risposte a “Associazione Malatesta: Graffiti a Oratino su un muro anonimo”

  1. Questa è vera arte!!!!
    I veri writer come si evince palesemente in questo caso, non sono certo gli imbecilli che imbrattano i centri storici o i monumenti di Isernia o Campobasso.
    Inoltre ci tengo a precisare che questa è comunque una nuova arte figurativa di origine popolare che può arrivare anche a forme estetiche bellissime.
    Non vedo perchè queste creazioni, qualora portatrici di un profondo messaggio (chi si ricorda il murales posto al terminal degli autobus di CB dedicato all’essere umano a cui sotraggono il cervello trasformandolo in un soldato?) debbano essere tenute in considerazione minore rispetto ad altre pitture murarie, ad esempio quele liberty presenti all’esterno dei palazzi.
    Interi paesini della Sardegna sono stati riscoperti e rinati artisticamente proprio grazie ai murales!
    Pensate se molti degli anonimi intonaci che ricoprono le case nostre città fossero sostituiti con murales che descrivono la storia del Sannio!

  2. Si potrebbe far di meglio, se questi artisti fossero più originale, senza trarre ispirazioni da schemi e modelli di una pittura importata dai paesi anglo-sassoni.Non è per forza “trend” copiare quello che si fa a New York o a Londra.Basterebbe riprendere e programmare le proprie aspirazioni artistiche su quelle tradizioni locali, che hanno seguito per secoli intere di generazioni di italici.Una di questa è la pittura dei madonnari, che sarebbero di certo più in sintonia con certe aree urbane delle nostre terre. I “murales” di questo tipo convivono con aree urbane moderne, dove spiccono grattacieli o metropolitane.Stonano di certo sul muro abusivo in cemento della casetta del vicino!

  3. Alex, condivido e perciò non ho espresso giudizi. L’iniziativa è ottima ma l’arte “alta” è un’altra cosa.
    E poi mi inviti a nozze quando ritieni che i suggerimenti sono nella storia della nostra terra…. Dovremmo essere capaci di recepirli e farne tesoro!

  4. Condivido in pieno quello che ha scritto Alessio.
    Personalmente amo questo tipo di arte e apprezzo le iniziative che valorizza il dono che hanno questi ragazzi.
    L’arte dei murales è una cosa (ormai diffusa in tutto il mondo), i madonnari sono un’altra, su questo muro, oltre all’arte moderna, sono stati riprodotti dei monumenti di Oratino. Considerando che i writers sono artisti capaci di riprodurre qualsiasi cosa, dalla scritta, al paesaggio, al ritratto, mi sembra di sminuirli dicendo che copiano quello che si fa a New York o a Londra.

  5. Tutto ciò che è frutto del pensiero dell’uomo non può avere confini, anzi esso diventa più ricco e multiforme quando spezza le catene della” località”. La storia di tutti i grandi movimenti culturali del passato ce lo insegnano: l’Umanesimo, il Rinascimento, l’IIluminismo, le Avanguardie del secolo scorso ecc. non solo non furono patrimonio di una sola nazione ma assunsero forme differenti nei luoghi dove attecchirono perchè differenti era la storia culturale dei singoli popoli che le fecero vivere. Ben vengano, quindi , i writer( con la w maiuscola però)anche nel nostro sonnacchioso Molise. E’vero che i madonnari rappresentano la nostra tradizione, io ad es. ne ricordo uno che nei lontani anni ’50 riproduceva le sue Madonne , che pur mi incantavano, sul marciapiede di fronte al bar Brisotti a Campobasso, dubito, però, che il genere negli anni sia diventato una forma d’arte nel senso pieno della parola . O sbaglio?

  6. Come non essere d’accordo. Il ragionamento vale su tutto. Non basta spruzzare colore per essere portatori di arte. Purtroppo chi spruzza sui monumenti è semplicemente un imbrattatore che in genere imbratta qualunque muro senza alcuna pretesa di fare arte.
    Anche tra i “madonnari” i livelli artistici sono diversi, però si tratta sempre di opere effimere. Forse proprio la loro provvisorietà è segno di un grande rispetto per l’integrità del supporto.

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