Quando il teatro di Pietrabbondante si riempiva di gente. Alla metà degli anni Settanta.
Il Molise possiede uno dei monumenti più importanti dell’architettura teatrale mondiale. Tenuto in parte bene in parte male.
Tenuto bene perché le pietre sopravvissute resistono anche alle intemperanze del Ministero per i Beni Culturali.
Tenuto male perché questa straordinaria potenzialità culturale e turistica è solo un peso per la pubblica amministrazione.
I nostri politici si riempiono la bocca predicando al vento il loro interesse per il patrimonio architettonico, archeologico ed artistico della nostra regione e non capiscono che queste cose sono cadaveri viventi se non vengono utilizzati per fare cultura.
Ma la cultura non porta voti….
Ho ritrovato nel mio archivio di diapositive un pacchetto di foto fatte alla metà degli anni settanta. Quando al teatro di Pietrabbondante conveniva una quantità impressionante di gente richiamata dalla bellezza del luogo principalmente.
Erano gli anni in cui esisteva l’Ente Provinciale per il Turismo di Isernia e direttore era Adalberto Cufari. Allora la Regione non aveva ancora capito che la cultura ed il turismo non portavano voti, perciò qualche contributo veniva dato agli Enti Provinciali Per il Turismo deputati ad organizzare gli eventi nella Regione.
Poi i “regionali” hanno capito che la cultura poteva servire a risolvere problemi di sottobosco clientelare e i soldi sono finiti alla Fondazione Molise Cultura.
Per fare cosa?
Nessuno lo sa.
Non tutti sanno che gli Enti Provinciali per il Turismo, benché sciolti, ancora esistono. Come gli Zombi.
E nella folla ho riconosciuto due consiglieri regionali: Gabriele Veneziale e Adolfo Colagiovanni.










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