Il 15 luglio 1972 dopo una decina di anni di restauri fu riaperta al culto la cattedrale di Venafro.
Per l’occasione fu chiamato da Napoli a Venafro il cardinale Ursi.
Una grande folla lo accolse a Portanuova.
Erano i tempi in cui era raro che si facesse un servizio fotografico. Io possedevo una Minolta SRT 101 e una camera oscura dove sviluppavo e stampavo le foto.
Ogni sviluppo di negativi era un’avventura e a volte, per risparmiare carta, le foto non venivano stampate.
A distanza di 40 anni è straordinario vedere riapparire immagini ormai apparentemente finite nel buio del passato.
Sono migliaia le immagini di Venafro (ma anche dei paesi vicini) che non ho mai stampato.
Tra queste l’arrivo del cardinale Ursi.
Si riconosce tutto il clero di allora. Il vescovo Achille Palmerini, mio zio don Luigi Valente, mons. Luigi Palumbo, don Filippo Palombo, don Antonio Mattei, don Giulio Testa, don Pietro, don Sante Izzi, don Santino, don Virgilio (il mitico parroco di Ceppagna), don Gaetano Mencaroni, don Armando Galardi, don Vincenzo Renella, don Mario Lago, don Benedetto Cascardi, padre Luciano e tanti altri.
Vi si vede anche l’abate Matronola di Montecassino ed il suo giovane segretario don Bernardo D’Onorio che poi diventerà abate di quel monastero.
Una gran quantità di parlamentari rigorosamente democristiani: l’on. Vecchiarelli, l’on. Sedati, l’on. Vitale, l’on. D’Aimmo, l’on. Sammartino.
Era sindaco Basileo Milano.
Ma soprattutto una marea di gente di Venafro, molta della quale non è più.






























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