Verrà smantellato senza precauzioni il basolato della piazza di Castelmauro? Se è così si rischia di lavare l’anima di Castelmauro.
Al Castelmauro l’associazione Ulisse pone un problema di non poco conto: come si eseguiranno i lavori di rifacimento della piazza.
La questione potrebbe sembrare di semplice soluzione, ma spesso le cose ovvie sono le più difficili da capire.
Intanto è bene parlarne se non altro per sollecitare il dibattito ed evitare che si arrivi all’irreparabile.
Il problema fondamentale in questo tipo di intervento è capire prima di tutto quale sia il livello attuale della cultura locale.
Confesso di non essere mai stato a Castelmauro. E’ uno dei pochissimi paesi del Molise dove non ho mai messo piede e mi riprometto di farlo in questi giorni per non fare il solito filosofo cretino che parla di massimi sistemi e non sa come si avvita una lampadina.
Un professore, prima che mi laureassi, mi insegnò: “Quando vai su un cantiere, fa parlare prima il capocantiere. Sicuramente ne sa più di te”.
A Castelmauro l’Amministrazione comunale sta appaltando i lavori di totale rifacimento della piazza. Sarebbe un gesto di grande responsabilità se del rifacimento del lastricato si parlasse con calma prima di mettere mano allo smantellamento dell’esistente.
L’Associazione Ulisse è preoccupata del fatto che la Soprintendenza abbia rilasciato un generico parere con il quale si indica, come al solito, in maniera vaga e contorta come si debba procedere alla esecuzione dei lavori.
Come si sa la Soprintendenza è fatta di uomini e ogni uomo ha una propria sensibilità e un proprio metodo. Ci si aspetta che i pareri della Soprintendenza siano fatti sempre da gente sensibile, ma non sempre è così.
La cosa non è semplice e tantomeno risolvibile perché molto spesso ci si rivolge a questo complesso organo ministeriale nella convinzione che sia fatto da funzionari che abbiano voglia di agire preventivamente e di controllare l’andamento dei lavori prima che si facciano operazioni scellerate.
Una cosa è certa: il controllo da parte dei funzionari della Soprintendenza la maggior parte delle volte è intempestivo e contraddittorio. Specialmente quando la situazione è compromessa dalla insensibilità politica di chi quei lavori ha commissionato. Ovviamente non mi riferisco al caso specifico, ma alla generalità dei casi.
E allora anche per Castelmauro va considerato che il maggiore (direi unico) responsabile di ciò che avverrà è la comunità locale, nelle sue articolazioni.
Intanto è positivo che un numero rilevante di persone abbia posto il problema in maniera propositiva e nello spirito costruttivo della conservazione della memoria storica.
Se esiste da parte dell’Amministrazione la sensibilità ad affrontare il problema in maniera corretta senza farsi prendere dal populismo elettorale dell’appalto ad ogni costo, si troverà una soluzione. Altrimenti, come tutte le guerre, alla fine della lotta resteranno solo macerie.
Ne riparleremo con cognizione di causa fra qualche giorno.





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