Carlo Ebanista. La catacomba di S. Gennaro a Napoli

La catacomba di S. Gennaro

Isabella Astorri
Presidente dalla Società per la Protezione dei Beni Culturali
Sezione Molise
vi invita

Carlo EBANISTA

illustra
la Catacomba di S. Gennaro a Napoli

Sala della Costituzione
Provincia di Campobasso

Lunedì 23 gennaio 2012
ore 17,30

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Commenti

6 risposte a “Carlo Ebanista. La catacomba di S. Gennaro a Napoli”

  1. Caro Franco, resto basito di fronte a certe iniziative. Perché parlare a Campobasso delle catacombe di Napoli (dico questo contro i “miei” interessi visto che sono nato a Napoli, vivo in provincia di Napoli e lavoro a Napoli pur discendendo da genitori entrambi molisani di Capracotta) e, invece, non dell’immenso patrimonio culturale relativo al Molise pur presente a Napoli e nella provincia vesuviana? Mi riferisco all’affresco con i due santi Borrello della Cappella de Sangro, alle opere e ai tanti luoghi degli scrittori, artisti e uomini di Stato molisani e, giusto per non dilungarmi troppo, ai palazzi e alle ville di delizie degli antichi feudatari molisani che, ancora oggi, con i loro nomi e la loro storia ci riconducono al Molise: i tre palazzi Capracotta, Villa Campolieto a Ercolano, Palazzo di Sangro di Casacalenda, gli spartiti musicali del maestro Claudio Conti custoditi presso il Conservatorio di Napoli, la famiglia Sanfelice (feudataria di Baranello, Montagano, ecc.) e così via…

  2. Prendo spunto da quanto osservato nel commento precedente da Francesco Di Rienzo per ricordare quanto interessante sia stata, dal mio punto di vista, la “lezione” su S. Maria delle Gazie tenuta a Riccia il 27 dicembre scorso. Tra l’altro, sono stati evidenziati in quella occasione, dal dott. Valente e dall’architetto Lello Spallone, collegamenti interessantissimi tra la Riccia dei De Capoa e la capitale Napoli. Ho trovate le due relazioni davvero molto istruttive e mi sono potuto così avvicinare a questo monumento, capolavoro dell’architettura rinascimentale del meridione italiano; mi ero già ritrovato, in passato, ad ammirarne l’aspetto, con stupore, da profano quale sono, chiedendomi come mai di esso nessuno avesse ancora palesata l’esistenza e il valore…

  3. Salve, spero proprio di poter partecipare. Sono stato alle Catacombe di San Gennaro e oltre alla straordinaria bellezza del sito archeologico mi ha colpito il lavoro eccellente svolto dai giovani del Rione Sanità in questo sito: competenza e professionalità nell’accompagnare gli ospiti e un amore viscerale per i beni storico artistici presenti nel territorio … Mi ha colpito molto la fiducia della Chiesa ha avuto nell’ affidare a questi giovani la gestione delle catacombe di Napoli …. “la storia è sempre fortunata quando a vincere sono i giovani”. Vi consiglio di fare una visita alle catacombe e nel frattempo http://www.catacombedinapoli.it
    a presto Ferdinando
    p.s. spero che oltre al professore ci sia anche qualcuno di questi giovani

  4. Negli anni scorsi quando abitavo a Napoli non le avevo mai visitate, erano sempre chiuse. Oggi tornato a Napoli per il fine d’anno le ho visitate con tutta la famiglia. Vale la pena . Un “Mi piace” particolare a quei ragazzi della Sanità che hanno saputo recuperare un pezzo importante del nostro passato. Napoli potrebbe vivere di turismo se venissero recuperati e fatti conoscere altri capolavori e bellezze dimenticate

  5. Mi ha fatto da guida alle Catacombe di San Gennaro Enzo Porzio, 25 anni, socio della cooperativa “La Paranza” che gestisce le visite ai tesori sotterranei e a quelli in superficie del quartiere.
    Chi ha in mente le claustrofo- biche catacombe romane non può rendersi conto dell’ unicità del complesso ianuario, caratterizzato da ambulacri e slarghi insolitamente ampi grazie alla consistenza del materiale in cui è stato scavato: quel pregiato tufo giallo che per secoli ha fornito materiale da costruzione ai napoletani. Una suggestiva illuminazione esalta al massimo la stratificata decorazione a fresco e a mosaico, fra cui sorprende l’ arcosolio con l’ immagine di Cerula in atteggiamento di orante fra i quattro vangeli aperti. Lungo il percorso moderne e stilizzate sculture in metallo fanno da contrappunto non di-armonico all’ antico.

    L’ itinerario si conclude nella stupenda basilica di San Gennaro fuori le Mura (V secolo), riaperta dopo ben quarant’ anni per iniziativa di questi ragazzi, assieme ad altre chiese e siti rimasti chiusi per decenni e che solo i più anziani di qui ricordavano.
    Quello che sta accadendo in questi ultimi anni al Rione Sanità e alle Catacombe è diventato un “fenomeno” da studiare e un possibile esempio da imitare, sia in Italia che all’estero. Le uniche difficoltà in questo percorso sono rappresentate solo dalla snervante lentezza della onnipresente burocrazia. L’ idea che solo la bellezza può salvare è il “filo rosso” del cammino di rinascita lento ma sicuro attivato dai giovani di questo quartiere.
    Il mio auspicio per l’incontro di lunedì prossimo è che il professore Ebanista riesca a comunicare la “bellezza” che i ragazzi della Sanità hanno saputo aggiungere alla bellezza del sito. “Bisogna che i monumenti cantino. E’ necessario che essi generino un vocabolario, creino una relazione, contribuiscano a creare una società civile”. (Paul Valéry )

  6. Il prof. Ebanista sicuramente non è un simpaticone ma leggo delle Catacombe di San Gennaro e ritrovo l’eccellenza Napoletana! Ricordo ancora con piacere la mia visita fatta in occasione della scoperta del San Paolo.
    Oltre alla bellezza mozzafiato di quel sito, ho scoperto con mia grande sorpresa, che le Catacombe fanno parte di un nuovo processo di valorizzazione di un intera area di Napoli (il Rione Sanità) portato avanti dai giovani dalla cooperativa La Paranza. Con grande stupore ho scoperto inoltre che tutto il loro lavoro era sostenuto da privati e fondazioni (lo stesso San Paolo recuperato grazie ad una donazione dell’unione industriali, se non ricordo male)
    E’ incredibile quanta speranza, professionalità e voglia di fare viene fuori semplicemente ascoltando le giovani guide. La presentazione è stata veramente eccellente e grazie a loro ho riscoperto un orgoglio Napoletano che era ormai infangato dai fatti di cronaca. Ho capito che ogni mondo è veramente paese! Passeggiando in quelle strade sotterranee ho compreso che Napoli può ritornare ad essere splendente grazie ai suoi giovani che hanno più di “NOI” vecchi, conoscenza del passato, consapevolezza del presente e lo sguardo volto sempre al futuro!
    Complimenti per il lavoro svolto e per l’iniziativa.
    Al convegno non mancherò e spero vivamente di poter rincontrare la mia guida Susy. Vi segnalo una pagina meno formale ma che mi da tante informazioni su questo modo: http://www.facebook.com/pages/CATACOMBE-DI-NAPOLI/108085512568520

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