Le sirene del Purgatorio a Vinchiaturo.
Alle sirene che abbiamo già viste ( http://www.francovalente.it/2012/01/21/che-forma-avevano-le-sirene-alcune-figurazioni-molisane-ci-aiutano-ad-immaginarla/) vanno aggiunte quelle che appaiono sul portale della chiesa del Purgatorio di Vinchiaturo.
Un portale complicato perché non se ne conosce bene l’origine. Masciotta sostiene che la chiesa del Purgatorio sia nata mediante la riutilizzazione di pezzi provenienti da uno scomparso convento francescano. Personalmente non ne sarei troppo convinto, ma evidentemente lo storico molisano aveva buoni motivi per ritenerlo.
Perciò il portale potrebbe essere un rimontaggio settecentesco di un portale del XVII secolo e più precisamente del 1604, successivamente modificato con l’aggiunta di una lapide che vi fu inserita nel 1819 per riepilogare le vicende di questa chiesa:
D.O.M. TEMPLUM HOC CONFRATERNITATI SUB TITULO ANIMAR. PURGATORII REGALI ASSENSU AN 1793 ERECTAE DICATUM NOBILI OSTIO OLIM ECCL. S. LUCIAE OPPIDI HUIUS IN COENOBIO MIN. OBSERVANTIUM JUSSU SUPREMO AN. 1811 SUPPRESSO EXORNATUM ET IN HANC MELIOREM FORMAM CONFRATRUM OPERE CIVIUMQUE PIETATE REDACTUM A. D. MDCCCXIX .
Ma a noi per il momento interessano le sirene che in varie forme appaiono su questo bellissimo portale e che, pur appartenendo alle tipologie di cui abbiamo parlato, hanno qualche ulteriore peculiarità.
Due di esse sono poste di profilo nella fascia della trabeazione del portale barocco, quasi come Cariatidi. Hanno l’aspetto femminile dalla cintola in su e quello di pesce dalle squame fitomorfiche in quella inferiore.
Più particolari invece sono le sirene poste simmetricamente sulla fascia basamentale delle due semicolonne scanalate dal capitello corinzio.
Sono in posizione frontale con un corpo femminile nudo dal capo coperto da capelli corti e raccolti sotto una corona principesca.
Le braccia, rivolte verso l’alto, mutano in turgide campanule che escono da fettucce spiraliformi bloccate al disopra del capo da un anello che stringe foglie grasse.
La parte bassa, al disotto dell’ombelico, è coperta da una sorta di gonnella formata anch’essa da foglie grasse da cui partono simmetricamente i gambi che volgono verso l’alto in forma di grandi campanule il cui pistillo è una figura mostruosa di profilo che vagamente ricorda un cavallo marino dal corpo loricato e il labbro superiore della bocca dotato di un piccolo corno.






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