Non sono tre santi perché non hanno l’aureola. Non sono due personaggi biblici perché non hanno alcun attributo che ne ricordi le imprese.

Spero che l’argomento possa interessare e voglio tentare di parlarne seguendo una logica.
Nell’arte antica e nell’architettura importante di una volta, nulla veniva messo per caso.
Si deve tener presente, poi, che la Cattedrale di Termoli è stata completamente trasformata quando il comando di ogni cosa stava nelle mani di quel personaggio che fu definito “Stupor Mundi”, lo Stupore del Mondo, Federico II di Svevia. Che a Termoli fu particolarmente presente.
Questi sono i tre personaggi:
Una Regina,
un Uomo anziano barbuto,
un Giovane senza barba….
Sulla Cattedrale di Termoli si dicono sempre le stesse cose. Gran parte ovvie.
Credo sia il momento di fare qualche passo avanti. Soprattutto considerando la straordinaria personalità di Federico II e il particolare interesse cha aveva per la Puglia di cui Termoli era parte.
Non è un caso che in quello sciagurato, recente, gioco di ripartizioni regionaliste (o regionalistiche) le Tremiti che erano parte inscindibile di Termoli, poi sono state disaggregate e attribuite alla regione pugliese.
Eppure, nonostante gli accidenti della storia e la miseria dell’incultura provinciale, la contaminazione federiciana, a mio parere, è riuscita a sopravvivere.
Il problema è, in assenza di fonti e documenti espliciti, trovare una chiave di lettura che permetta di dare una logica alle tante opere che genericamente definiamo federiciane ma che rimangono misteriose.
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Prima del Mille non si avvertiva più l’esigenza che i caratteri somatici delle persone rappresentate nelle miniature, nelle icone o negli affreschi fossero somiglianti a quelli autentici. Nell’arte classica, invece, i grandi filosofi, gli imperatori, le divinità, gli eroi avevano caratteri somatici tipicizzati. Al loro particolare aspetto tutti facevano riferimento, a prescindere dalle capacità artistiche di singoli artisti.
Nell’alto medioevo il problema del carattere somatico divenne secondario. Anzi pressoché inesistente.
E’ proprio nel periodo federiciano che si ritorna all’ideale classico dell’arte come interpretazione di un modello il cui carattere fisico deve essere trasmesso e recepito nell’opera d’arte, qualunque fosse l’interpretazione che se ne volesse fare.
Conseguentemente possiamo riconoscere i tre personaggi rappresentati sulla Cattedrale di Termoli se riusciamo a mettere insieme due cose.
La prima cosa è legata alla storia personale di Federico e alla sua condizione di personaggio regale. La presenza di una Regina tra le immagini ce lo impone.
La seconda è legata alla necessità che le immagini siano l’interpretazione di un modello dai caratteri somatici particolari.
Per il momento mettiamo da parte una Regina vestita da regina.

Consideriamo invece un anziano barbuto che non indossa un abito qualsiasi.
Quel poco del vestito che si vede sembrerebbe essere parte del vestiario di un uomo di chiesa di alto rango. Non è un saio, quindi non è un monaco. Non è un vescovo o un abate, altrimenti avrebbe avuto una mitra sulla testa.
Ciò non significa che non potrebbe essere addirittura un papa.
Un papa che abbia avuto un rapporto molto particolare con Federico.
Con quel Federico che con i papi ebbe rapporti difficili per via di una crociata che egli non si decideva a fare e che, poi, fece da scomunicato. Una crociata che guidò senza spargimento di sangue e che non lo riconciliò con la Chiesa.
Un papa, barbuto e senza capelli, che non ha in testa il cosiddetto “triregno”, che fu invenzione successiva di Bonifacio VIII.

La terza immagine non appartiene a un anziano, ma neppure a un giovane.
L’assenza di una corona dovrebbe sconsigliare di vedervi un re. Tuttavia potrebbe anche essere un re che deve essere rappresentato nella sua potenza giovanile e non nella sua regalità. Quella regalità che invece traspare con evidenza nella donna coronata.

Onorio III, (Cencio Savelli) era nato ad Albano intorno al 1150.
Fu papa dal 1216 fino alla sua morte il 18 marzo 1227.
Nel 1197 da Innocenzo III era stato nominato tutore del futuro imperatore Federico II di Svevia su iniziativa di sua madre, rimasta vedova, Costanza d’Altavilla.
Federico era nato nel 1194.
Non è questo il luogo per entrare nei particolari dei rapporti di devoto affetto di Federico per Cencio Savelli, anche quando egli divenne papa. Durante il suo papato, comunque, Federico divenne imperatore.
Morto Onorio III i rapporti tra Federico e il Papato furono sempre conflittuali, fino a guadagnargli la scomunica.
Sappiamo che Federico abbia gratificato Termoli nel 1239 quando concesse alla città di tenere il mercato il lunedì entro le mura e nel 1240 quando fece costruire il nuovo porto dal maestro Ugone.
Tutti gli storici sono concordi nel ritenere che a quella data la Cattedrale fosse in gran parte costruita, almeno per la parte che contiene i bassorilievi di cui stiamo parlando.
Dunque il programma iconologico della facciata potrebbe avere un significato fortemente condizionato dal desiderio di sintetizzare e fissare sulla pietra una situazione che per Federico avrebbe dovuto rappresentare la sua posizione critica nei confronti della politica contraria dei papi a lui contemporanei.
Allora potremmo azzardare che le immagini dei tre personaggi vogliano contenere un messaggio subliminale, come era nel costume di Federico, e siano rispettivamente sua madre Costanza d’Altavilla, il suo precettore Concio Savelli (poi divenuto papa Onorio III) e lo stesso Federico.
Un piccolo particolare fa riflettere. Sono pochissime le immagini di Onorio III. Sicuramente fantasiose. Ma almeno due lo rappresentano con una barba molto particolare per avere grandi basettoni.
Come nel volto che è sulla facciata della Cattedrale di Termoli.

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