Avanti verso il cambiamento! (3) Amministrative: che fare?

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Il convento di S. Francesco di Venafro di proprietà comunale

Ormai siamo al punto di non ritorno: dopo la sentenza di decadenza pronunziata anche dalla Corte di Cassazione il Consiglio Comunale di Venafro è stato definitivamente sciolto dal Ministro per gli Interni.

Perciò è tempo di decidere.

O lasciamo Venafro in balìa della peggiore Giunta Comunale della storia cittadina, oppure ci diamo un pizzico sulla pancia e cominciamo a lavorare per costruire un’amministrazione capace di ridare dignità alla politica locale.

Come sempre accade ora è cominciata la ridda delle chiacchiere inutili. C’è chi dice di avere una lista in tasca, chi vuole fare la lista dei pensionati, chi quella dei giovani, chi quella di partito, chi una lista civica.

Insomma tutte parole inutili che servono solo ad evidenziare che le idee sono assolutamente confuse.

Allora qualcuno deve fare il primo passo e indicare un luogo fisico dove cominciare a ragionare.

Questo vale per chiunque abbia a cuore le sorti della città, ma non vale per coloro che pensano di risolvere i problemi con i colpi di mano o con le benedizioni dei mammasantissima.

Nessuno ha la soluzione in tasca ed il percorso è difficile se si vuole scardinare qualsiasi ipotesi che veda la formazione di quelle liste ideali che servono solo a prendere in giro i cittadini.

La “città ideale” non è mai esistita, ma se si vuole tenere come riferimento culturale una ipotesi di “città ideale”, bisogna fare i conti con la realtà quotidiana e con il materiale umano di cui si può disporre.

Ugualmente a Venafro non esiste il sindaco ideale e nessuno si faccia illusioni nell’inventare il solito professionista o imprenditore che si concretizza solo nell’immaginario collettivo.

Peraltro un sindaco accentratore e senza una squadra di collaboratori uniti e preparati, oltre che credibili, non va da nessuna parte ed è destinato a cadere prima di cominciare.

Personalmente ho l’impressione che qualcosa di positivo cominci a muoversi.

Molte dichiarazioni di disponibilità al confronto democratico insieme alla dismissione di imbarazzanti atteggiamenti preconcetti sono il segnale più incoraggiante per trovare una soluzione ad un problema che non può essere sottovalutato.

La protesta sterile lasciamola a chi non vuole partecipare alla rinascita della città. E’ tempo di dare spazio alla voce dei giovani purché la loro partecipazione non si traduca in una semplice elencazione di cose che mancano.

I giovani devono passare ad una fase costruttiva ed alla elaborazione di un piano operativo che metta da parte le lamentazioni sul passato.

Una iniezione di ottimismo è assolutamente necessaria, anche perché la comunità è profondamente diversa dai suoi amministratori.

I faciloni e i superficiali in questo momento sono i soggetti più pericolosi per il futuro di Venafro.

Allora, probabilmente, è necessario che ci si rivolga ad una persona che, pur non avendo interessi elettorali e nessuna intenzione di candidarsi, abbia la capacità di mediare le posizioni personali spegnendo i bollenti spiriti, frenando le ambizioni personali e costringendo gli uomini di buona volontà a dichiarare la propria disponibilità a soluzioni ragionate.

La partita del sindaco di Venafro si gioca inquadrando la problematica in un contesto più vasto. Forse immaginando scenari più ampi dei quali la realtà politica venafrana sembra attualmente non far parte.

Si veda la Regione, si veda la Provincia, si veda la Comunità Montana, si vedano gli Enti Regionali.

Venafro viene tenuta praticamente fuori da ogni partecipazione e ogni rapporto con il politico viene ricondotto ad una sua attenzione personale che certamente non aiuta il processo di rinnovamento.

Franco Valente

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