Gli affreschi di Paulo Sperduti ed il suo autoritratto nella chiesa dell’Annunziata di Venafro
Franco Valente
Alla metà del XVIII secolo la confraternita dell’Ave Gratia Plena compì uno sforzo economico non indifferente per completare le decorazioni interne attraverso un ciclo di pitture che furono affidate all’artista Paulo Sperduti di Arpino, di cui non si conoscono altre opere oltre quelle di Venafro.
Lo Sperduti era di origini venafrane o, comunque, la sua famiglia visse per lungo a Venafro.
Dai Registri parrocchiali di S. Giovanni in Platea si ricava che Cristofaro Sperduti da Arpino, sposata Diana Graziano nel 1702, si sia trasferito in questa parrocchia. Suo figlio Luca nel 1724 sposava la vedova Margherita Carrola e dall’unione nasceva Paolo che, giovane, si trasferì per un periodo a Roma dove lavorò alla bottega di Agostino Masucci.
Nel 1772 Luigi Vanvitelli e Francesco De Mura lo avevano indicato alla Giunta degli Allodiaci per gli affreschi della reggia di Caserta insieme ad altri illustri artisti come Giacinto Diano, Fedele Fischetti e Crescenzo La Gamba.
Nell’anno 1758 furono affrontate le prime spese per le pitture del coro e della lamia per complessivi 700 ducati e nell’anno seguente si concluse il rapporto con il pittore, che evidentemente aveva compiuto tutta l’opera con soddisfazione dei committenti.

La Gloria del Paradiso nell’Annunziata di Venafro
Il ciclo di affreschi, che ci è pervenuto pressoché intatto salvo una lunetta della lamia centrale crollata negli anni Settanta durante i lavori di restauro, ci permette di esprimere un giudizio complessivo che tiene conto sia delle peculiarità artistiche di esso, sia del programma iconologico che sta alla sua base.
Di straordinario effetto il grande quadro centrale nel quale è rappresentata Maria che viene incoronata Regina nella Gloria di Dio e di tutti i Santi. Oltre un centinaio di figure disposte su più piani fanno da contesto all’immagine della Madre di Dio che è avvolta di luce mentre Cristo ed il Padreterno reggono una corona sotto lo Spirito Santo in forma di colomba. Attorno ad essi, seguendo un andamento a spirale, turbina una sequenza di angeli musici rappresentati mentre suonano organi, violini, trombe, tamburi, tamburelli e corni. Più in basso una grande quantità di Santi sono stratificati su una sequenza di nuvole in prospettiva.
Tra essi, oltre Adamo ed Eva, si riconoscono S. Lorenzo con la graticola, S. Pietro con le chiavi, i Santi Nicandro, Marciano e Daria, protettori di Venafro, S. Giovanni Battista, una serie di Santi monaci (da S. Benedetto a S. Domenico, S. Antonio e S. Francesco), un Santo papa (probabilmente S. Gregorio Magno), Re Davide con la cetra. Vi è pure rappresentato S. Giovanni l’Evangelista quasi al centro, più in basso S. Marco con S. Matteo ed infine S. Luca che è visto mentre sta facendo il ritratto della Madonna

Particolare della Gloria del Paradiso
Notoriamente quest’ultimo è il protettore dei pittori perché, secondo la tradizione apocrifa, fece da vivo il ritratto di Maria. E’ molto probabile che lo Sperduti, seguendo una consolidata tradizione, nel rappresentare S. Luca nell’estremo angolo di destra, nella parte più bassa della composizione, abbia voluto in qualche modo firmare la sua opera eseguendo il proprio autoritratto.

Autoritratto di Paulo Sperduti nella Gloria del Paradiso di Venafro
Esempi famosi del passato che si ritrassero sotto le sembianze di S. Luca sono tantissimi. Si ricordi quello cinquecentesco di Giorgio Vasari nella chiesa dell’Annunziata a Firenze. Oppure il quadro di Mattia Preti, del XVII secolo, che si trova nella cattedrale di La Valletta a Malta.
Nel Molise un altro celebre pittore, Paolo Gamba, ripetutamente si rappresentava negli affreschi sotto le sembianze di S. Luca.
Così nel tondo della Chiesa dell’Assunta a Montorio nei Frentani oppure nei pennacchi delle chiese di S. Francesco di Agnone e di Larino.
.

Autoritratto di Paolo Gamba nei panni di S. Luca nella chiesa dell’Assunta di Montorio nei Frentani

Autoritratti di Paolo Gamba nelle chiese di S. Francesco di Agnone e di Larino


Lascia un commento