Qualche giorno fa comparve sulla pagina campobassana del Quotidiano un articolo di Paolo Giordano all’interno del quale si riportava una rivoluzionaria interpretazione di un quadro di Arnaldo De Lisio che io avevo precedentemente interpretato come “Le tentazioni di S. Tommaso d’Aquino“.

Questo sarebbe Celestino V secondo uno storico dell’arte di Roma!
Uno storico dell’arte pretendeva di sovvertire la mia interpretazione affermando che si trattava nientemeno del “Rifiuto di Celestino V!
Poiché è noto che io non sono capace di trattenermi, subito dopo aver letto l’articolo, mettevo su questo sito una mia pesante esternazione sostenendo, tra l’altro, che, se si fosse trattato di Celestino V, De Lisio avrebbe dovuto rappresentare un personaggio con il volto emaciato e con il cosiddetto Triregno (e non la mitra vescovile) appoggiata a terra. (http://www.francovalente.it/2011/07/27/celestino-v-nel-quadro-di-de-lisio-ma-per-piacere/)
Il 4 agosto scorso, ad Oratino, al momento della ripresentazione del libro “Attraversamenti” di Dante Gentile Lorusso, mi è venuto di riprendere l’argomento proprio con l’autore del volume.
Dante Gentile Lorusso mi ha aperto il suo volume e mi ha mostrato un quadro in cui Arnaldo De Lisio ha rappresentato proprio Celestino V.
Si tratta di una ipotetica ricostruzione dell’arrivo del papa molisano nella città di Isernia.
Celestino appare esattamente come doveva apparire! Emaciato e con il triregno!

Questa è la interpretazione di Celestino da parte di Arnaldo De Lisio!
Ovvero come ritenevo nel mio commento.
Le immagini del quadro campobassano di De Lisio con Celestino V non hanno bisogno di essere commentate!

“Celestino V entra ad Isernia” in un quadro di Arnaldo De Lisio alla Banca d’Italia di Campobasso.

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