”Le pandette”, ovvero le tavole con i diritti di passo. La tavola di Rionero Sannitico

”Le pandette”, ovvero le tavole con i diritti di passo. La tavola di Rionero Sannitico

Franco Valente

Credo che una delle immagini del medioevo che più rimanga impressa nella mente degli studenti sia quella relativa ai pedaggi che si dovevano pagare per superare un ponte o attraversare un passo.

Chi non ricorda, poi, la scena ormai famosa, con Massimo Troisi e Roberto Benigni, in “Non ci resta che piangere”.

Il Molise non era estraneo a tali esazioni che, rimaste nella competenza dei feudatari, erano ancora in essere fino alla fine del XVIII secolo.

Nel 1792 furono abolite nel Regno di Napoli e con la riforme dei primi anni del XIX secolo definitivamente soppresse quando fu sciolta la Regia Camera della Sommaria, sostituita nel 1807 dalla Regia Corte dei Conti.

Di esse, come pura testimonianza, nel Molise rimangono almeno 5 esempi che ebbi modo di trascrivere qualche anno fa per comunicarne il testo a Luigi Serra che poi li ha pubblicati in una agevole lavoro del 2006: “I diritti di passo nel Regno di Napoli e le tariffe su pietra nel Molise”.

Quella di Sesto Campano e quella di Rionero Sannitico erano state da me pubblicate nel volume sui luoghi antichi della provincia di Isernia.

Ultimamente ho avuto la possibilità di rettificare alcune inesattezze che derivavano dalla impossibilità di leggere direttamente il testo. E’ il caso, in particolare, della pandetta di Rionero Sannitico che, recentemente estratta dalla facciata della chiesa di S. Bartolomeo Apostolo, dove era collocata semincastrata nel terreno, ora si trova nell’androne del Municipio.

G. Masciotta (Il Molise dalle origini ai nostri giorni, vol.III, Cava 1952, p.435) l’aveva pubblicata senza possibilità di verificarne il testo che probabilmente gli era stato comunicato da qualche cultore locale e dal quale ricavava la data del 1691 sulla base di cinque righe finali che ora sono risultate inventate.

In realtà la pandetta è più antica e le ultime due righe nascoste, ora scoperte, lo confermano perché portano la data 1585 (solo le ultime due cifre sono dubbie) e il nome del Presidente della Regia Camera della Sommaria Annibale Moles.

Per questo motivo si può affermare con certezza che solo nel caso di Rionero si tratti di una pandetta originale del XVI secolo, mentre le altre tavole molisane, come si vedrà, sono riedizioni aggiornate nel XVIII secolo in cui si fa riferimento ai diritti originari di passo da parte del feudatario.

PASSO CHE S’ESIGE PER
LA BARONIA DI RIO NIGRO
CONCESSO EX CA.VS
P(er) OGNE SOMA GRANA TRE
P(er) SOMA MENORE AN.LE BA
CINE . CAVALLINO . BVFA° . SOMA
PIV DI VNO CARLINO L’VNO Q(uan)DO
SONO PER MERCANTIA  PER OGNE ANIM(ale)
MINVTO DI MERCANTIA P(er) RC° GRA
NO PECVRINO VNO GRANO P(er) O(gn)I
PECVRA LANUTA VN GRANO
HAEC IN ANNO 1585
ANIBAL    MOLES

Questa la parte inesistente aggiunta dal Masciotta:
DAT. NEAP.EX R. CAM. SVM
DIE  25°  M.s Sbris 1691
UDIT FISCVS DON SEBASTIA. COTES
L.M.C.L.
ANDREA CVERBERO

Annibale Moles, il cui nome appare in coda al documento epigrafico, fu personaggio di grande notorietà nel periodo vicereale, non solo per il suo prestigioso incarico di Presidente della Regia Camera della Summaria, ma anche per la sua ricognizione cui seguì la spietata confisca dei beni della comunità valdese in Calabria nel 1562.

(CONTINUA)

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