Cronaca n. 43 – Come si fa un sindaco

di Franco Valente

Venafro  8 settembre 2007

Come si fa un sindaco

(considerazioni a margine di un forum sul blog di www.venafrano.org )

Mi sembra che “venafrano.com” (www.venafrano.org) stia tentando di dare l’opportunità di un dibattito pubblico su una questione molto complessa e sarebbe un peccato bruciarla facendosi prendere dalla fretta di far prevalere la propria opinione, magari esasperando il tono della polemica.

Alcune affermazioni su questo blog, anche per altri argomenti, rivelano che proprio l’informazione è il problema maggiore della città. Per questo non si può mettere tutto in mano agli imprenditori i quali fanno passare solo le informazioni che fanno loro comodo.

Alcune mie iniziative sono diventate note solo perché credo di conoscere abbastanza bene i sistemi di comunicazione e cerco di sfruttare la platealità delle azioni. E’ il mio mestiere. Però a Venafro l’informazione è gestita direttamente da un gruppo politico coriaceo che ti fa parlare solo se quello che dici non mette in pericolo la loro credibilità. A livello regionale la stessa cosa.

Ciò non vuol dire che io mi ritenga più credibile degli altri. I cosiddetti giornalisti televisivi che operano a Venafro sono  funzionali ad un sistema che permette il confronto solo tra i soggetti da loro prescelti. Spesso facendo finta di invitare ai dibattiti anche quei personaggi che notoriamente sono all’opposizione. Purché non abbiano la capacità di sfondare televisivamente.

E’ come se io organizzassi un campionato di calcio in cui, poiché già si sa chi deve vincere, solo una squadra avesse il diritto di scegliersi le squadre avversarie. Che campionato sarebbe?

Ma torniamo al sindaco. A Venafro le elezioni non si vincono con il candidato sindaco, ma con la lista.

So benissimo che esistono personaggi cento volte migliori di me per capacità, per preparazione e per onestà intellettuale. Li ho pregato in ginocchio perché capeggiassero una lista ed ho dichiarato la disponibilità disinteressata a dare il mio piccolo contributo.

Questi personaggi schifano la politica. Allo stesso modo in cui la schifano “sgh”, exofly”, “badgirl” e tanti altri che, nonostante l’intimo desiderio di partecipare alla storia della propria città, sono sistematicamente tenuti fuori da qualsiasi iniziativa politicamente significativa.

Schifati dal pressappochismo dei cosiddetti politici nostrani che non sono capaci manco di rubare alla grande. Politici che valgono poco più dei cosiddetti ladri di galline. Politici che lasceranno la loro traccia alle future generazioni solo per la loro sciatteria e per le pacche sulle spalle.

Proviamo a passare in rassegna i consiglieri comunali che oggi siedono in consiglio. Ce ne è una buona metà ai quali difficilmente affiderei qualcosa di delicato non solo perché professionalmente li vedo poco preparati, ma soprattutto perché di essi non ho alcuna stima sul piano morale.

Eppure hanno preso e prenderanno una barca di voti.

Quando si va a votare la stima e la morale serve a poco. Contano i clan familiari e le pressioni sui luoghi di lavoro, anche se a Venafro ultimamente (e lo abbiamo visto con la lista di Sorbo che io notoriamente non ho votato per questioni contingenti) comincia a svilupparsi una maggiore attenzione per le idee e per i programmi seri, prescindendo dai ricatti elettorali.

Perciò è importante non bruciare uno spazio come “venafrano.com”.

Venafro potrebbe diventare la città dei giovani, del futuro, dello sport, della cultura, della tecnologia avanzata, dell’economia pulita, dell’ambiente. Provate a mettere in fila gli attuali amministratori e fatemi sapere a chi di essi attribuireste una competenza qualsiasi in questi campi. Provate ad immaginarli mentre fanno un discorso in un incontro internazionale. Ci hanno distrutto anche l’immagine culturale. Non sanno neanche parlare. Tutte frasi sminuzzate e prive di senso. Concetti astratti e parole banali.

 

Quando mi trovo fuori di Venafro e li sento parlare per televisione, dico ad alta voce di essere di Capracotta e che a Venafro ci vivo solo per caso.

E poiché io dico in faccia queste cose, l’unica risposta che mi danno gli amministratori di Venafro è “Sei meglio tu…”

So benissimo che i “meglio” se ne sono andati da Venafro. Fanno gli imprenditori in altri luoghi oppure prestano la loro capacità intellettuale in prestigiose università. Qui siamo rimasti solo noi a goderci discorsi in un italiano approssimativo sulla politica degli investimenti (sic!), sulla bellezza del centro storico (sic!), sul futuro dei giovani (sic!), sulla cultura (sic!).

Adesso dai giornali apprendiamo che hanno cominciato le grandi manovre. Ci porteranno al macello se non saremo capaci di tirare fuori il meglio di noi.

Lasciamo perdere le valutazioni sulla simpatia o sull’antipatia personale dei personaggi. Per rimettere Venafro a posto, se non vogliamo far passare inutilmente un’altra generazione, ci vuole un sindaco (maschio o femmina) con i polsi di ferro, con l’idea chiara del concetto di democrazia, che abbia una conoscenza puntuale dei problemi, che abbia una capacità di esprimersi fuori del comune e, soprattutto, che abbia una lista forte. Il resto è chiacchiera isterica.

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