Parto dai primi commenti (Carmine, Lino, Davide) per immaginare come si possa arrivare ad una città partecipata.
Questa è la democrazia.

Per creare una nuova città si deve avere un riferimento fisico che non può essere solo quello urbanistico (Davide). L’urbanistica in fin dei conti è solo la proiezione fisica di un’idea politica. A me, per deformazione professionale, probabilmente, viene sempre di partire dalla forma della città per immaginare un luogo dove io possa muovermi in maniera che il luogo stesso non sia solo piacevole esteticamente, ma mi dia la possibilità di vivere serenamente anche forti emozioni e che, soprattutto, garantisca la cosiddetta qualità della vita.
E poiché il nostro obiettivo è di occuparci di Venafro voglio provare a sollecitare un dibattito per trasformare le esigenze (che nel dibattito verranno sicuramente evidenziate) in proiezioni fisiche.
La necessità di un legame con le radici viene sintetizzato con il riferimento alla tradizione (Carmine) e così il richiamo al passato addirittura diventa una sorta di proposta per il futuro.
Poiché non dobbiamo trasformare il dibattito in una semplice elencazione di cose che mancano a Venafro, mi farebbe piacere cominciare a vedere come dal contributo individuale (sereno e costruttivo) si possa arrivare a immaginare un percorso politico che in concreto risolva i problemi che sono il motivo della ricerca del cambiamento.
Per questo articolerei il dibattito su due piani.
1) Il primo, più sintetico, in cui si esprimono “concetti generali” e facilmente criticabili o condivisibili.
2) Il secondo più specifico con “schede operative” che possono essere consultate, adattate e modificate da chi vuole partecipare al dibattito come se facesse parte di un consiglio comunale che debba approvarle
Sposterei perciò la sollecitazione di Lino ad un secondo momento.
Chi legge dovrà avere la bontà di capire che il percorso è difficile ma non per questo impossibile.
Comincio dalla necessità di una rapida e concreta trasformazione della macchina amministrativa facendo un’ipotesi di riassetto della struttura amministrativa su cui aprire il dibattito.
UN PROGETTO POLITICO PER VENAFRO
I CONSIGLI DI VICINATO
E LA CONFERENZA DEI SAGGI
Venafro sarà divisa in 10 Vicinati
Ogni vicinato riguarderà un’area con circa 1000 abitanti.
I Vicinati eleggeranno 10 Consigli di Vicinato così individuati:
1 – Centro antico (Colle, Mercato, Cristo, Portanova)
2 – La Fontana
3 – La Starza
4 – Strepparo
5 – S. Martino
6 – Verlasce – Ferrarella
7 – Maiella
8- Muscuriglio
9 – Madonnella – Case Sparse
10 – Ceppagna – Le Noci – Vallecupa
– Ogni vicinato avrà un Consiglio di 5 membri
– Ogni Consiglio di Vicinato sarà presieduto da un consigliere comunale.
– La carica di Vice-presidente sarà assegnata ad un cittadino (o cittadina) pensionato. Gli altri 3 componenti saranno eletti tra i residenti nel vicinato e due di essi dovranno avere età inferiore a 25 anni
– I vice-presidenti costituiranno a loro volta “la Conferenza dei 10 saggi” con funzione consultiva per l’Amministrazione Comunale. Il regolamento per l’elezione e la gestione dei Consigli di Vicinato sarà approvato dal Consiglio Comunale della Città.
FUNZIONI DEL CONSIGLIO DI VICINATO
– Analisi e controllo sistematico delle disfunzioni economiche, sociali ed urbanistiche del vicinato.
– Elaborazione di proposte operative.
– Iniziative sociali, culturali e ricreative.
FUNZIONI DELLA CONFERENZA DEI SAGGI
– Raccordo tra i Consigli di Vicinato e l’Amministrazione Comunale
– Proposte di coordinamento e organizzazione delle iniziative sociali, culturali e ricreative di interesse generale
Cominciamo a parlarne.
I commenti offensivi o penalmente perseguibili, a giudizio dell’amministrazione del blog, saranno immediatamente rimossi. Comunque chi li scrive se ne assume la responsabilità.

Lascia un commento