Cronaca n. 50 – Il futuro ex-sindaco di Venafro cambia nome alla storica “Fontana delle Quattro cannelle”. Si chiamerà “La Pisciatina”.

 

Così si legge sulla lapide messa dall’Amministrazione Comunale di Venafro nel 1998 a lato della fontana delle “Quattro cannelle”:

Addo’ la truove

n’acqua chiù bella

Ze ze receva la canzuncella:

chi beve l’acqua

re la terza cannella

ce remane cuotte

che la pacchianella

(A.Pirolli)

la-pisciatina.jpg

Così, invece, mi ha scritto l’atra sera il mio amico F.:

Caro Franco,

questa sera ho fatto una passeggiata alla fontana ed ho constatato, con grande tristezza, che la situazione delle quattro cannelle, diventa sempre più grave.
Come può sopportare il popolo, di Venafro, di vedere quella fontana che per secoli ci é stata invidiata da tutti, essersi ridotta ad una cosa che, quando non è completamente asciutta, è solo una PISCIATINA?
Non so se dipende dall’incuria di chi governa il paese, o la regione, o dal fatto che, dopo aver essiccato le casse dei rispettivi enti, si é pensato bene di fare la stessa cosa con le ex quattro cannelle.
Cerchiamo di fare qualche cosa per far capire alla gente che chi governa deve fare gli interessi del popolo e non solo i propri.
Un caro saluto F
.

Ho rigirato tutto al futuro ex-sindaco di Venafro e sapete cosa mi ha risposto?

Nessun problema. Se l’acqua non esce più come prima, basta cambiare nome. Da oggi la Fontana si chiamerà “La Pisciatina”.

Dopo la Spiaggia delle papere dell’assessore Pianorenzo,

dopo i parcheggi diabolici dell’Assessore Striasciablù,

dopo gli appalti virtuali dell’Assessore Bastacasefà,

finalmente il tocco di classe del futuro ex-sindaco: La Pisciatina

Una intuizione straordinaria a coronamento dell’intensa attività della più scalcagnata gestione politica di questo ultimo mezzo secolo.

Ci fa piacere che, in clima di concorrenza interna tra i futuri ex-assessori di Venafro, l’assessore ai Pisciaturi Comunali adesso vuole ripristinare anche l’antico “pisciaturo” dietro alla tabaccheria di Benigno. Ovviamente ha stabilito di risolvere il problema a costo zero.

Ha detto che basta rimuovere il cartello stradale dove si legge “Via Bassano del Grappa” e mettere il nome popolare di una volta “Via del Pisciaturo”.

D’altra parte l’assessore ha ragione: a che serve spendere soldi per fare servizi igienici pubblici se quella strada già funziona benissimo per le impellenze dei cittadini?

Anzi (ha detto l’assessore) se si fa “il campanaro” si riesce anche ad annaffiare il campo di bocce sottostante”.

E se si forma la fila, nessun problema. Basta andare dall’altra parte del laghetto e utilizzare l’apposito spazio segnalato dai futuri ex-amministratori con una vistosa recinzione rossa ben integrata con la facciata dell’antico Molino della Corte.

recinzione-pescara.jpg

Se poi si vuole avere un ambiente più riservato, si può utilizzare la magnifica “fontana della grotta”. Anche perché è dotata di comodi sedili in pianta ottagonale che sollecitano una piacevole conversazione tenendo i piedi nell’acqua. D’altra parte ormai l’antica vasca è ridotta a poco più di un cesso. Però, fortunatamente, con acqua corrente ancora garantita.

fontana-grotta.JPG

Intanto è accaduto il miracolo. Il futuro ex-sindaco di Venafro si è rivolto ai Re Magi che gli hanno portato in dono il Molino della Corte già completamente restaurato.

Peccato che si tratti solo del sogno di Luigi Viscione, il mio amico architetto, che ha cercato di far capire agli amministratori di Venafro cosa significherbbe restaurare seriamente questo bel monumento venafrano.

luigi-liberty.jpg

 

 

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