Quelli che distruggevano le attrezzature nel proprio campo, invece, venivano definiti semplicemente “traditori”. Tradire, insomma, vuol dire “consegnare al nemico”.
A Venafro in questi tempi vediamo ambedue i gruppi (ma non è una novità nella sua storia) perché sono in azione “guastatori” e “traditori”, come se stessero per fronteggiarsi due eserciti.
A me piacciono i guastatori perché sono coloro che hanno le idee chiare, studiano l’obiettivo, organizzano una strategia, fanno un piano e, alla fine, vanno all’attacco senza lasciare nulla al caso, con sprezzo del pericolo, ma sognando che il popolo riconoscerà loro il titolo di eroe se la missione andrà bene. I riconoscimenti economici sono relativamente importanti.
I traditori, invece, molto spesso fanno parte di una trama organizzata da un individuo. Sovente non hanno la capacità di capire bene quale ruolo abbiano nel progetto. Anzi il più delle volte non conoscono neppure il progetto. Vivono senza prospettiva perché sanno che chi organizza la trama conosce la loro specifica qualità e che, se il progetto andrà a buon fine, verranno sicuramente scaricati. L’aspirazione ad un riconoscimento economico è l’elemento fondamentale del loro operato.
Ma insieme a questi vi sono pure i “matti generici”. Quelli che rompono per il gusto di rompere. Quelli che non hanno un’idea di nulla. Non tradiscono e non si pongono alcun problema. Vivono fuori della storia oppure, convinti che nessuno si interessi di loro, fanno come i bambini che aprono e svuotano i cassetti per attirare l’attenzione quando arrivano ospiti a casa.
A quest’ultima categoria appartengono “i matti generici” che a Venafro pensano di attirare l’attenzione distruggendo fisicamente pezzi della città, ma non hanno il coraggio di farsi conoscere. Forse sono i meno preoccupanti perché alla fine sono quelli che hanno una maggiore coscienza del valore delle cose che distruggono e se venissero coinvolti al cambiamento forse sarebbero i migliori operatori. Gli amministratori di Venafro pensano di aver risolto il problema con il pistolotto inutile e banale del Sindaco.
Ora, forse, a Venafro è necessario fare chiarezza per capire quali sono gli eserciti (politici) in campo e, nell’ambito della battaglia (sempre politicamente parlando) che sta per iniziare, chi sono “i guastatori”, chi sono “i traditori” e chi sono “i matti generici”.
Da un certo tempo si sta sviluppando una teoria che non è nuova e che gli antichi conoscevano molto bene: se non esiste un nemico bisogna inventarlo. Avere un nemico è un forte stimolo ad agire. Se non si hanno nemici si rischia di perdere gli alleati nel cammino verso il cambiamento.
Ed i nemici non sono sicuramente i guastatori, i traditori ed i matti generici.
In questo momento a Venafro non ci vuole molto a capire che i nostri nemici sono tutti quelli che sono disposti a sostenere la continuità di questi amministratori comunali che, a loro volta, si stanno organizzando per vedere come loro nemici tutti quelli che credono in un recupero della moralità politica, del rispetto delle regole, del senso dello Stato.
Sono nostri nemici quelli che non credono nella rinascita culturale di Venafro, non vogliono dare spazio ai giovani, che hanno paura dei “guastatori” ed apprezzano i “traditori”.
Sono nostri nemici quelli che considerano semplicemente “matti generici” i giovani trascurati dalle istituzioni.
Contro questo esercito nemico dobbiamo condurre la nostra battaglia. Dobbiamo solo stare attenti che dentro il nostro esercito che vuole muoversi verso il cambiamento non si annidino i traditori.
Lascia un commento