Dall’eolico domestico all’eolico selvaggio
Franco Valente
Gli dai un dito e ti si prendono il braccio, poi le gambe e infine tutto il corpo.
Sono stato e sono un convinto sostenitore dell’eolico, ma c’è un limite alla decenza.
C’è modo e modo di sfruttare il vento.
Le macchine eoliche mi hanno sempre affascinato. Vederle girare, sentire il rumore del vento, sapere che da esse usciva una energia assolutamente pulita mi dava un senso di liberazione e di riconciliazione con la moderna tecnologia.
Vi sono impianti come quello di Capracotta che sono belli perché, forse solo per un gioco del caso, appaiono all’improvviso e rimani preso dalla loro grandiosità.
Ma ora le pale eoliche si stanno trasformando in un grande problema per l’ambiente.
A questo punto non mi sento di condividere la dissennata politica molisana della collocazione di filari di macchine rotanti su ogni collina, su ogni crinale, su ogni maledetto luogo dove spiri un filo di vento.
Ormai l’aspetto sotto certi versi futurista sta cedendo il passo al desiderio di quelle scellerate amministrazioni che pensano di fare cassa svendendo il territorio.
E come al solito nella nostra regione non esistono le misure equilibrate.
Nei nostri sogni infantili l’eolico doveva essere di tipo domestico, con piccole pale che avrebbero dovuto produrre energia di supporto.
Esistono generatori come quelli di tipo Savonius che si possono fare in casa. O quelli di tipo Winside o ancora la turbina Darrieus. Tutti generatori di modesto impatto che, però, hanno bisogno di una cultura generalizzata del risparmio energetico e di una concreta politica di sostegno.
I politici, invece, vogliono la botte piena e la moglie ubriaca.
E allora dagli a piantare pali da tutte le parti!
Insomma si è passati da una cultura dell’eolico domestico all’eolico selvaggio.
E così, i nostri politici paesani, approfittando del fatto che siamo un popolo di pecoroni, cercano di farci credere che si può perdere anche la verginità, purché vi sia un consistente corrispettivo economico.
Insomma ci si può anche prostituire, purché si venga pagati bene.
Il disastro ambientale che si sta consumando a Civitacampomarano su iniziativa dei comuni confinanti è di una gravità inimmaginabile.
Questa immagine dal castello di Civitacampomarano ormai è stata rubata alle future generazioni. Il crinale in questi giorni è stato totalmente devastato da un filare allucinante di pali eolici.
Ancora peggiore quello che si prepara per Torella del Sannio dove il popolo comincia a capire e si prepara alla sollevazione con la formazione di un comitato che sicuramente aprirà un fronte che si propone di dare filo da torcere e contrastare chi ritiene che le risorse ambientali siano un bene da distruggere per quattro soldi a piacimento di amministratori la cui sensibilità è pari a quella di una mandria di rinoceronti infuriati.
Questi i contenuti dello statuto che cittadini di Torella si apprestano a sottoscrivere:
Comitato per la Tutela e
Valorizzazione del Territorio Molisano
Atto Costitutivo
I sottoscritti ……………
Premesso:
-che il territorio molisano è unanimemente considerato uno dei più suggestivi d’Italia, apprezzato per le bellezze naturaliste, paesaggistiche, storiche ed archeologiche;
-pur essendo esso ancora sostanzialmente intatto, ha comunque subito, in alcune delle sue zone, guasti di notevole portata, procurati soprattutto dalla installazione di impianti eolici, con conseguenti danni ambientali, idrogeologici, economici ed erariali;
-che, alla luce anche di recenti studi in materia per i quali l’energia eolica e solare non è attualmente in grado di ovviare, se non in ragione di insignificanti percentuali, al fabbisogno energetico nazionale – risultando assolutamente insoddisfacente il quantitativo di energia prodotta – le scelte di molte amministrazioni comunali al riguardo appaiono del tutto ingiustificate e pregiudizievoli per il territorio ed i suoi abitanti;
– che tali scelte sono in realtà dettate dal solo fine di risanare i bilanci delle singole amministrazioni deliberanti (con conseguenti notevoli vantaggi economici per le Società che gestiscono tali operazioni);
– che, omettendo di valutare l’irreversibile sconvolgimento di interi ed estesi paesaggi naturali e della fauna locale e dei gravissimi danni ambientali, idrogeologici, economici ed erariali, gli amministratori che optano per l’eolico deliberano in assoluta autonomia non avvertendo, peraltro, alcun dovere di consultare o di informare i cittadini su importanti questioni che riguardano il loro futuro per l’arco dei prossimi 30 anni;
– che infatti, a fronte della inconsistente produzione di energia, verrebbero a verificarsi gravissimi e irrecuperabili danni all’ambiente, alla salute ed all’economia locale quali:
-definitiva distruzione del paesaggio che rappresenta, oggi, un pregio indiscusso del nostro territorio;
-occupazione del territorio e stravolgimento di boschi ed aree incolte con la costruzione di accessi, strade e griglie;
-danno idrogeologico dovuto alla estesa e profonda perforazione dei terreni interessati alla installazione delle pale;
– perdita del valore turistico del territorio stesso;
– sviluppo di rumore aerodinamico generato, avvertibile da uomini ed animali e, quindi, inquinamento acustico;
-conseguente scomparsa della fauna stanziale e migratoria;
– effetto dannoso sulla flora locale;
– interferenze elettromagnetiche con effetti negativi sulle telecomunicazioni;
– sviluppo di smog elettromagnetico;
– elevati costi e difficoltà per lo smaltimento degli impianti;
– possibilità di espropriazione di terreni di privati;
– che i promotori del costituendo Comitato ed i suoi aderenti intendono impegnarsi a che il territorio molisano sia preservato da danni ambientali di ogni genere, mettendo in atto ogni iniziativa possibile per scoraggiare inopportune e pregiudizievoli scelte operate da chicchessia, amministratori pubblici o privati, al fine di assicurare la tutela del territorio e la sua conservazione nell’ambito di uno sviluppo sostenibile, finalizzato alla sua valorizzazione per scopi turistici ed economici;
– che il costituendo Comitato – apartitico, apolitico e senza fini di lucro – opererà, compatibilmente con le adesioni raccolte, in ogni zona della regione Molise e svolgerà la propria azione rispettando la struttura di seguito illustrata:
DELIBERANO
di costituire il Comitato “A CHE PUNTO E’ IL MOLISE ? ” per promuovere ogni iniziativa utile e necessaria alla salvaguardia, tutela e valorizzazione dell’ambiente molisano, in particolare agendo attraverso campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di tutti gli Organi Istituzionali che abbiano il potere di intervenire in maniera diretta od indiretta per garantire il diritto dei cittadini alla tutela del paesaggio sancita all’art. 9 della Costituzione Italiana.
La presente iniziativa è aperta a tutti i cittadini del Molise, ad Associazioni, Enti e a tutti coloro, anche di fuori regione, che condividano i principi ispiratori del Comitato, ai quali si può aderire con la sottoscrizione del presente atto.
Il Comitato non persegue fini politici e non ha scopi di lucro.
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