Quando staccare la spina è moralmente giusto. Anzi auspicabile.
Spero intervenga il Papa
Franco Valente
In questi giorni ha preso di nuovo vigore la questione etico-morale del distacco della spina.
Secondo me c’è un caso che non comporta alcun problema morale: staccare la spina a Macchiarola.
Dico di più: in questa circostanza la scomparsa dalla scena politica di una segretaria che si mantiene in vita per far morire gli altri dovrebbe essere sollecitato anche dal Papa che è sempre sensibile alle questioni morali.
Nel nostro caso la soppressione di un Segretario politico appare una necessità ineludibile proprio per garantire la vita degli altri.
A volte penso che l’atteggiamento della Macchiarola abbia qualcosa di attinente alla violazione di strutture cimiteriali. Di fronte alla rassegnata morte biologica del Partito Democratico in balia del berlusconesimo, il modo di fare della Segretaria regionale sembrerebbe rientrare nella tipologia penale del vilipendio di cadavere, ma poi mi rendo conto che forse è accaduto più semplicemente che le cellule politiche del suo cervello sono ormai scollegate.
Io non so dove vuole arrivare. Ormai i cadaveri eccellenti già sono usciti dai loculi e si sono trasferiti in un recinto secondario della Gerusalemme Celeste, una specie di Limbo della Libertà dove si rimane (senza perdere le ricche prebende) in attesa di una resurrezione che non arriverà mai.
Se ne sono andati come gli zombi senza neppure ringraziare chi aveva dato loro la vita ed ora vivono nella terra sconsacrata dei traditori.
Non è vero che la politica sia fatta così. Sono i traditori che fanno così.
Ho l’impressione che la Macchiarola in questo contesto teologico-politico sia convinta di essere ancora in vita e mi sono chiesto per quale motivo ancora non abbia deciso di togliere il disturbo.
La risposta è facile. Ormai la sua vita è solo vegetale e si trova nella situazione in cui da sola non è in grado di staccare la spina.
Aiutiamola!
Lascia un commento