Un eccezionale documento di una importante visita a S. Vincenzo al Volturno
Franco Valente

Il Palazzo abbaziale e la torre normanna
Il 26 giugno 1929 il monaco benedettino Idelfonso Schuster veniva nominato cardinale di Milano. Alcuni giorni prima si era recato in ritiro a Montecassino e da quel luogo aveva fatto una puntata a S. Vincenzo al Volturno.
Le immagini straordinarie della visita furono raccolte in un documentario di pochissimi minuti che oggi rappresenta una testimonianza eccezionale dell’avvenimento.
Sono in grado di mostrare alcuni fotogrammi perché, per una fortunata circostanza, una quindicina di anni fa un antiquario di Isernia mi dette la possibilità di acquistare il filmato che oggi fa parte del mio archivio.
Le immagini rappresentano, tra l’altro, una irripetibile documentazione della situazione dei luoghi nel 1929, quando gran parte del monastero era distrutto e non ancora venivano effettuate le ricostruzioni successive, ovviamente, a questo filmato.
Il film è muto e le immagini sono commentate con una serie di didascalie delle quali potete vederne una.
In quell’epoca il Monastero era pressoché abbandonato e ridotto a rudere. ed era di proprietà del Duca Catemario di Quadri che lo aveva acquistato dal Demanio.
Le immagini mostrano lo stato dell’edificio abbaziale nel quale Schuster entrò per una visita generale accompagnato da cittadini e autorità del luogo. Nell’immagine si vede Schuster che insieme agli altri scende dallo scalone, ancora esistente, che collega il salone (oggi sala della Biblioteca) all’androne catalano dei Pandone.
Dopo aver visitato l’interno del palazzo (di cui rimaneva in piedi il nucleo centrale mentre la grande torre quadrata a sud appariva priva del tetto ed ormai diroccata) i visitatori escono dal portale aragonese.
Nel 1699, con bolla di Innocenzo XII, S. Vincenzo fu definitivamente unito a Montecassino, ma le cose non migliorarono. Agli inizi del Settecento, Erasmo Gattola, archivista di Montecassino, in occasione di una sua visita, descriveva la fatiscenza degli edifici, con la basilica semidiruta, escluso il coro. Dopo tale visita si provvide alla ricostruzione parziale della chiesa arretrando la facciata e lasciando allo scoperto buona parte dell’antico pavimento.
Nelle immagini riprese dall’anonimo operatore si vede la facciata della basilica riparata e parzialmente ricostruita dopo la visita di Gattola.
Dopo la ricognizione al palazzo tutti i convenuti si recano a visitare la cripta di Epifanio. Nel filmato viene proposta solo l’immagine della Crocifissione, forse ripresa da una pubblicazione.
Nel 1807 l’abbazia di Montecassino fu soppressa dal punto di vista giuridico con le leggi di riforma del Regno di Napoli e conseguentemente anche i beni di S. Vincenzo, una volta incamerati dallo Stato, furono venduti a privati e dopo alcuni passaggi finirono in proprietà del duca Enrico Catemario di Quadri che, nel 1942, stabilì di donarli a Montecassino mentre era abate Gregorio Diamare. Da allora l’Abbazia di Montecassino è di nuovo proprietaria di tutto il complesso e l’Abate Ordinario ne conserva la giurisdizione.
Idelfonso Schuster era nato a Roma il 18 gennaio 1880. Figlio di Giovanni, un bavarese caposarto pontificio delle guardie zuave. Laureatosi in filosofia al Collegio Pontificio di Sant’Anselmo di Roma, divenne benedettino e il 19 marzo 1904 venne ordinato sacerdote in San Giovanni in Laterano.
Monaco nell’abbazia di San Paolo fuori le mura, poi fu procuratore generale della Congregazione Cassinese, priore claustrale, e nel 1918 abate ordinario di San Paolo fuori le mura.

Fece parte di Amici Israël, una lega cattolica internazionale contro l’antisemitismo e il razzismo, in cui militavano anche molti ebrei convertiti.
Papa Pio XI lo fece arcivescovo di Milano il 26 giugno 1929 e subito dopo cardinale.
Il 13 novembre1938 Schuster dal pulpito del Duomo di Milano, per l’inizio dell’Avvento ambrosiano, pronunciò un’omelia di condanna delle leggi razziali e dell’ideologia neo-pagana del fascismo: « È nata all’estero e serpeggia un po’ dovunque una specie di eresia, che non solamente attenta alla fondamenta soprannaturali della cattolica Chiesa, ma materializza nel sangue umano i concetti spirituali di individuo, di Nazione e di Patria, rinnega all’umanità ogni altro valore spirituale, e costituisce così un pericolo internazionale non minore di quello dello stesso bolscevismo. È il cosiddetto razzismo»
Il testo dell’omelia fu pubblicato il 15 novembre in prima pagina dal quotidiano cattolico L’Italia e costò al direttore Sante Maggi la rimozione dall’incarico e Schuster fu considerato dal regime un traditore e un antifascista.
David Maria Turoldo: « Sbagliano coloro che lo pensano coinvolto nel fascismo o altro. Schuster non era né fascista, né antifascista: e non era neppure neutrale. Schuster era un monaco e basta. Monaco è uno che ha solo Dio in testa. Un “monaco in battaglia” dopo essere stato “soldato nel monastero”. (da Wikipedia)
E’ stato beatificato il 12 maggio 1996 da Giovanni Paolo II.
In coda al filmato una scena di un popolano che finge di essere investito dall’auto dei visitatori


























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