Agnelli cruciferi nel Molise: “Ecco l’Agnello di Dio…..”. Oggi festa del battesimo di Cristo.

Agnelli cruciferi nel Molise: “Ecco l’Agnello di Dio…..”. Oggi festa del battesimo di Cristo.

Franco Valente

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Cattedrale di Larino. I due agnelli cruciferi   (F.Valente)

Non è infrequente vedere sugli archivolti di portali di chiese molisane o semplicemente in qualche punto della loro facciata l’immagine di un agnello che regge una croce.

Si tratta di una rappresentazione piuttosto consueta nel medioevo dal particolare valore simbolico.

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Chiesa di S. Giorgio a Scapoli. Agnello di Nicola di Frattura (XIV sec) (F.Valente)

Nella nostra regione si è diffuso da un’epoca imprecisabile prima del X secolo fino, sicuramente, al XV secolo.

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L’Agnello vessillifero sulla croce stazionaria di Civitanova del Sannio (1441) (F.Valente)

Salvo pochissimi casi, è pressoché impossibile sapere la loro datazione, però il significato è abbastanza chiaro.

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L’Agnello crucifero nella lunetta di Giona a S. Giorgio di Petrella Tifernina (F.Valente)

Dell’Agnello si riferisce nell’apocalisse di S. Giovanni Evangelista perché è l’emblema più noto di Cristo sacrificato, anche se, in generale, è l’espressione del sacrificio umano.

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Portale di S. Maria Assunta di Riccia (F.Valente)

Il riferimento all’agnello sacrificale è diffusissimo nell’Antico testamento e nell’arte ebraica l’agnello rappresenta il popolo che nel sacrificio vede uno dei momenti che portano alla sua salvezza.

Sicuramente è la rappresentazione più significativa della Bibbia.

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Portale dell’Annunziata di Riccia (XIV sec.) (F.Valente)

Nell’iconografia cristiana l’agnello è consueto fin dai primi secoli e si trova ripetutamente in rappresentazioni funerarie. Con la croce lo vediamo diffuso nell’arte bizantina di Ravenna ed è nota la croce gemmata di Giustino II (565-578) conservata nel Tesoro di S. Pietro dove l’agnello sostituisce esplicitamente il Cristo sulla croce.

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L’Agnello vessillifero in una casa di Boiano (F.Valente)

E’ famosa l’espressione di Paolino da Nola che utilizzò l’immagine dell’agnello sacrificale in una delle sue epistole: “Cristo, Agnello e pastore, che ci guida nell’Eterno, che ci ha trasformato da lupi in agnelli, che ora si fa pastore per proteggere il suo gregge, per il quale egli stesso si è fatto agnello per essere sacrificato”.

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L’Agnello crucifero ed il leone alato nel portale di S. Maria di Canneto a Roccavivara (F.Valente)

I Padri della Chiesa hanno attinto proprio dai passi biblici quegli episodi che vedevano nella figura dell’agnello o del capro espiatorio gli elementi peculiari della loro interpretazione cristologica.

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L’Agnello crucifero sulla facciata di S. Leonardo a Campobasso (F.Valente)

In particolare, forse, l’episodio di maggiore importanza sembra essere stato quello del capitolo 12 dell’Esodo:
L’Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne nel paese d’Egitto dicendo:
Questo mese sarà per voi il mese più importante, sarà per voi il primo dei mesi dell’anno.
Parlate a tutta l’assemblea d’Israele e dite: “Il decimo giorno di questo mese, ogni uomo prenda per se stesso un agnello, secondo la grandezza della famiglia del padre, un agnello per casa.

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L’Agnello crucifero e il volo di Alessandro a S. Maria della Strada
(F.Valente)

Se poi la casa è troppo piccola per un agnello, ne prenda uno in comune col più vicino di casa, tenendo conto del numero delle persone; voi determinerete la quantità dell’agnello necessario, in base a ciò che ognuno può mangiare.
Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, dell’anno; potrete prendere un agnello o un capretto.

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L’agnello nella lunetta interna dell’Assunta di Ferrazzano
(F.Valente)

Lo conserverete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta l’assemblea del popolo d’Israele lo ucciderà sull’imbrunire.
Prenderanno quindi del sangue e lo metteranno sui due stipiti e sull’architrave delle case dove lo mangeranno.

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S.Bartolomeo, la Vergine con il Bambino e l’Agnello crucifero a Gambatesa (F.Valente)

Ma con i Vangeli l’immagine dell’agnello si identifica con l’Eucarestia. Origene e Giovanni Crisostomo in particolare vi fanno riferimento in tale senso, ma non vi sono dubbi che l’iconografia dell’agnello crucifero prende spunto dall’episodio del battesimo di Cristo da parte di Giovanni il Battista.

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L’Agnello crucifero sulla cattedrale di Guardialfiera (F.Valente)

Così racconta l’evangelista Giovanni:
Il giorno dopo, Giovanni (Battista) vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me.
Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele”.

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L’agnello crucifero sulla cattedrale di Larino
(F.Valente)

Giovanni rese testimonianza dicendo: “Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui.
Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. 34E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio”.

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Il secondo Agnello crucifero sulla cattedrale di Larino
(F.Valente)

Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio!“.
E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: “Che cercate?”. Gli risposero: “Rabbì (che significa maestro), dove abiti?”. 39Disse loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.

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L’Agnello crucifero sul portale di S. Emidio in Agnone (F.Valente)

Il Cristo identificato nell’agnello ricompare in maniera esplicita di nuovo negli scritti di Giovanni l’Evangelista. Nell’Apocalisse si legge: Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato.

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L’agnello crucifero nella lunetta di S. Giorgio a Campobasso (F.Valente)

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Agnello senza croce a S. Felice del Molise (F.Valente)

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Commenti

2 risposte a “Agnelli cruciferi nel Molise: “Ecco l’Agnello di Dio…..”. Oggi festa del battesimo di Cristo.”

  1. Carissimo architetto..dopo tanto (sono stata due lunghi mesi senza internet) torno a leggere i suoi post.. sempre molto interessanti..
    Nella facciata della Cattedrale di Larino,come lei ha detto, non ci sono immagini ripetute;tranne l’agnello crucifero,posto sotto la cuspide e sopra il rosone.. dato che questo simbolo è il “centro e vertice della facciata” , possiamo arrivare a dire che l’elemento significativo e fondamentalmente più importante è proprio l’agnello e .. quindi la Cattedrale può essere considerata nel suo complesso “l’espressione del sacrificio umano”?

  2. Carissima Marina,
    queste poche parole messe a commento delle immagini ovviamente non sono sufficienti per capire il complesso programma teologico che, sono convinto, comunque si nasconde dietro l’apparato della cattedrale di Larino.
    Semplificare per dire “espressione del sacrificio umano” credo sia riduttivo se la frase non viene completata nello spirito di chi ha commissionato quella facciata.
    Tutto va visto nel quadro del sacrificio umano, ma di un Dio che si sacrifica nelle vesti umane.
    Non entro nel merito per fare valutazioni personali della questione che sta a monte circa l’attendibilità delle cosiddette “verità assolute”, ma la facciata va inquadrata nell’ambito esclusivamente biblico e più precisamente cristiano.
    Credo, come dico non solo io, che la facciata di Larino possa essere capita solo misurandosi con le conseguenze teologiche degli scritti di Giovanni Evangelista prendendo come riferimento la sua famosa lettera, il suo vangelo e, soprattutto, il suo libro dell’Apocalisse.
    Così ogni volta che in qualsiasi parte del mondo cristiano si veda rappresentato l’Agnello crucifero.
    Faccio l’esempio della lunetta di S. Maria di Canneto (roccavivara) dove l’agnello appare insieme ad un leone alato.
    Se non si legge l’apocalisse si dicono scemenze come quella “ministeriale” che il leone rappresenta il male e l’agnello il bene.
    Qiuando mai un leone alato può rappresentare il male?
    Allora basta leggere quella parte del libro 5 dell’Apocalisse per capire che la lunetta di Canneto mette insieme due espressioni riferite ai due caratteri dell’agnello e del leone attribuibili a Cristo.
    L’agnello, infatti, per l’evangelista Giovanni, è l’immagine di Cristo nel suo significato specifico.
    Questo il motivo per cui ogni volta che nelle descrizioni profetiche (viene citato ben 29 volte) deve illustrare le peculiarità di Cristo, adopera l’immagine dell’agnello. A cominciare da quando Giovanni afferma di vedere nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo e nessuno era degno di aprirlo. Fu allora che un angelo proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?». Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo. Uno dei vegliardi gli disse: «Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli».
    Poi vide ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra.
    In altri termini nella composizione il leone non viene visto come l’animale che sta per divorare l’agnello, ma come l’animale che incarna la potenza del leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide.

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