Uno dei musei militari italiani più belli si trova a Venafro e porta un nome inglese: WinterLine.
Franco Valente
Non è grandissimo, anzi si potrebbe definire minuscolo per superficie, ma è straordinariamente interessante per chi vuole avere una idea chiara di quanto sia accaduto nel territorio di Venafro, di S. Pietro Infine e della Valle del Volturno in generale, durante l’ultimo drammatico conflitto mondiale.
Un museo privato che è nato qualche anno fa su iniziativa di Renato Dolcigno e Luciano Bucci, due collezionisti di reperti militari, insieme a Donato Pasquale che ha aggiunto la sua collezione personale, con la passione di mettere a disposizione di un vasto pubblico l’immensa quantità di materiale originale trovato in occasione di ripetute campagne di recupero nel territorio e presso abitazioni private.
Due attenti ricercatori ai quali si sono aggiunti con eguale impegno altri dinamici collaboratori come Domenico Vecchiarino, Fabrizio Bertoni, Francesco Iorio, Alessandro Campagna, Stefano Giuliani, Rosario Malfatti, Nicola Verrecchia.
Notizie dettagliate sul Museo e sulle modalità di accesso previa prenotazione si possono avere consultando il loro sito
http://www.winterlinevenafro.it/public/cms/
dove, tra l’altro, si legge:
La storia dell’associazione Winterline nasce dall’amicizia di Renato Dolcigno e Luciano Bucci che, fin da adolescenti, hanno condiviso una passione unica ed originale che li ha portati a conseguire un importante obiettivo, quello di creare la prima mostra storico-militare permanente denominata Winterline, riguardante gli eventi bellici che hanno interessato il comune di Venafro e le terre limitrofe. Durante questi anni di avventure e ricerche, i due promotori dell’iniziativa incontrano Donato Pasquale, altro socio fondatore dell’associazione, con il quale riescono a completare una collezione degna di un museo Nazionale, composta da reperti unici ed originali, tutti rinvenuti nella zona che va da Venafro alle vicine Mainarde. Il materiale esposto nella mostra infatti è di proprietà di Luciano Bucci, Renato Dolcigno e Donato Pasquale che, oltre al ritrovamento ne hanno curato il restauro, la catalogazione e il mantenimento. Mentre l’associazione muoveva i primi passi, le attività svolte dai soci attiravano l’attenzione di Domenico Vecchiarino che in breve, si rivelò di fondamentale importanza allo sviluppo dei progetti dell’associazione Winterline, nonchè dell’Ing. Marco Chiaverini, chiave di volta in molti progetti.
La forza dell’associazione è racchiusa in due elementi, uno prettamente tecnico che sta nella distinzione dei ruoli ricoperti da ogni singolo socio, ognuno specializzato o meglio “appassionato” in un particolare settore del collezionismo; e l’altro, forse più importante, l’amicizia che è il vero collante dell’associazione.
Infine, ma non per ultimi, non si può non menzionare l’aiuto e l’appoggio incondizionati dati all’associazione, e senza i quali non si raggiungevano molti traguardi, da parte dell’Arch. Franco Valente, responsabile dei locali in gestione all’associazione, e dell’Ing. Antonio Buono, primo e principale sostenitore dell’associazione, nonchè socio onorario.
L’associazione è in continua crescita, e arricchisce il proprio organico di personalità importanti nel campo della conservazione della memoria storica della seconda guerra mondiale, tra queste Mary Baghan e Paul Hooton, rispettivamente responsabile della First Special Service Force Veterans Association e responsabile della London Irish Rifle Veterans Association.

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