La facciata di S. Nicandro a Venafro

La facciata di S. Nicandro a Venafro

Come la gran parte dei monumenti antichi anche la basilica di S. Nicandro è stata trasformata più volte nel tempo. Essa è stata edificata sui resti di un importante edificio romano di epoca imperiale, forse un mausoleo funerario. Durante i recenti lavori di ristrutturazione, sulla facciata laterale settentrionale, sono venuti alla luce blocchi lapidei che provengono chiaramente da un edificio precedente. Si notano cornici, fregi a girali e lapidi funerarie che si aggiungono agli altri reperti erratici che sono conservati nel chiostro del convento e che, quasi tutti, provengono ugualmente dal luogo di costruzione della chiesa.

Alcune immagini fotografiche antiche ci aiutano a capire che la facciata, in origine più semplice, fu trasformata negli anni 60 nella forma attuale secondo una discutibile moda, allora ricorrente.
Il prospetto originale (e per originale intendiamo un prospetto caratterizzato da una forma conclusa) era rettangolare, secondo uno schema molto consueto al romanico abruzzese, limitato nella parte alta da una cornice rettilinea sulla quale, presumibilmente intorno alla seconda metà del XVI secolo (post 1573), fu innalzato un campanile a vela incastrato in un timpano spezzato.


Così si presentava la facciata di S. Nicandro prima del 1573

La facciata rettangolare può essere datata tra la fine del XIII secolo e la metà di quello successivo. Su di essa si apriva l’unico portale che ancora vi esiste.
Esso, piccolo ma slanciato, presenta una cornice a tutto sesto in marmo bianco venato che racchiude una lunetta. In essa, nel 1939, Amedeo Trivisonno vi affrescò le immagini dei Santi Nicandro, Marciano e Daria.
L’architrave poggia su due piccole mensole, mentre le spalle del portale sono costituite da esili colonne con capitelli a motivi fitomorfici.

Dieci colonnine radianti, che reggono altrettanti archi acuti formati dalla intersezione di cinque archi a tutto sesto, costituiscono la parte centrale del bel rosone che si apre al centro della facciata con una pronunziata cornice circolare.
Gli interventi che modificarono profondamente questa facciata negli anni 60 non tennero in alcun conto della necessità di salvaguardare i caratteri architettonici preesistenti perché si provvide a modificare la parte apicale distruggendo la cornice rettilinea che segnava il limite della facciata, nonché a costruire a lato di essa un nuovo campanile il cui portale venne realizzato copiando quello esistente .

Le porte di bronzo, invece, sono opera notevole dello scultore Alessandro Caetani e raccontano episodi leggendari della vita dei Santi Nicandro, Marciano e Daria.
La Basilica di S. Nicandro è stata restaurata negli anni 1999-2000, con il contributo della Comunità Europea, dall’impresa venafrana dell’ing. Antonio Buono. Il restauro delle pitture e le integrazioni decorative sono del maestro venafrano Giuseppe De Marco.

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