Un’Annunciazione di G.M. Griffon Romano a Venafro

Il 25 marzo la chiesa cattolica ricorda l’annuncio della nascita di Cristo

Un’Annunciazione di G.M. Griffon Romano a Venafro

da Franco VALENTE L’Annunziata ed altre chiese laicali di Venafro volume in preparazione

Nel 1978 Luisa Mortari, storica dell’arte e indimenticabile (per preparazione e dinamicità) soprintendente del Molise, pubblicò alcune notizie su Giovanni Maria Griffon, uno dei più bravi ed altrettanto sconosciuto pittore che operò tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del seguente tra il regno di Napoli e Roma..
Sappiamo pochissimo di lui e della sue opere. Un Ecce Homo, coronato di spine ed uno scapolare che gli scende fino alle mani, con l’emblema dei Padri Trinitari e la data 1777, si trova in una collezione privata di Roma.
Una tela dello stesso secolo si trova nella chiesa di Santa Maria della Civita in Arpino.
Un’altra, dedicata a S. Pietro, molto più recente perché è datata 1816, si trova nella chiesa di S. Cristina a Sepino.

Ma quella che sicuramente rappresenta un capolavoro ancora parzialmente sconosciuto, salvo la rapida citazione di Luisa Mortari nel suo volume di Appunti per una storia dell’arte nel Molise (Roma 1984), è l’Annunciazione che oggi è conservata nell’oratorio della chiesa laicale dell’Annunziata di Venafro.

Sappiamo che nel 1783 la confraternita della Ave Gratia Plena commissionò la “costruzione di quattro altri candelieri d’argento a compimento de’ sei già prima della sullodata real determinazione, cioé a dì 5 Gennaro 1783, mediante pubblico istrumento per il mag.o notar Diego Iole convenuti edificarsi nella detta Chiesa dal orefice D. Vincenzo Manzone, indi due quadri di S. Andrea Apostolo, e S. Girolamo per corradarne un altare delle Chiesa predetta in dove tiene obligo della celebrazione di parecchie Messe, come dalle Tabelle, e l’altro di Nostra Signora Annunziata per la predetta congregazione sotto il cui titolo essa congregazione, e Chiesa trovasi edificata, non esistendo affatto dalla vecchiezza gli antichi”.

Dei quadri di S. Andrea e S. Girolamo si é persa traccia. Il quadro dell’Annunziata, invece, si trova sull’altare dell’Oratorio della Confraternita.

Vi è riportata la firma dell’autore, il luogo e l’anno di esecuzione: G. M. GRIFFON ROMANO PINX. NAPOLI 1783.
E’ rappresentata Maria che, ricevuto l’annuncio dell’Angelo Gabriele, ha appena deposto un cesto con il telo di lino sul quale stava ricamando.
L’angelo è dinamicamente rappresentato mentre si regge su una aerea nuvoletta ed è rappresentato di spalle mentre accenna a porsi di profilo.
Tra i due fa capolino la testa di un putto mentre in alto si intravede la figura dell’Eterno e dello Spirito Santo sotto forma di colomba.
L’altare fu privilegiato con bolla papale di Pio VI, come attesta la lapide inserita sulla faccia di un semipilastro:
ALTARE PRIVILEGIATUM PERPETUUM QUOTID. PRO CONFRATRI: & CONSORIBUS EX BULLA PII VI 1785.

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