Venafro

Buon Natale da Venafro. Ancora cartoline dal passato. Un po’ più remoto.

By 22 Dicembre 2012 One Comment

Il gruppo di facebook “Song’ R’ Venafr” è diventato il luogo virtuale dove si stanno ricucendo i legami con la parte antica di Venafro. Anzi, più precisamente, con l’anima antica di Venafro.

Io spero che l’inziativa di Carlo Nardolillo, che credo sia partita quasi per gioco, si trasformi in una registrazione popolare di frasi, di storie, di passioni, di avvenimenti, di immagini che contribuiscano a rinvigorire quel senso di appartenenza che non vuol dire becero campanilismo, ma desiderio di sentirsi partecipi della propria storia.

Questa volta un social-network diventa strumento utilissimo per dare voce al popolo.

Io mi sono sentito particolarmente coinvolto e non nego che la ricerca di elementi che possano ricondurre al piacere di sentirsi venafrani mi sta trascinando a scavare nel mio disordinato archivio per cercare ogni elemento utile per condividere con migliaia di Venafrani la gioia di rivedere cose che magari sono rimaste solo nella mente dei più anziani o addirittura definitivamente scomparse anche dalla tradizione orale.

Vedrete in alcuni casi immagini assolutamente inedite. In altri casi sono cartoline illustrate che partite da venafro quasi un secolo fa, per uno strano gioco del collezionismo sono tornate a Venafro.

Una carrellata che comincia con l’immagine che ormai appartiene al passato del Presepe Vivente di Venafro. Il primo in Italia che si sia costruito con una sceneggiatura e con contenuti sociali che sono stati malamente scopiazzati in ogni parte dello Stivale mentre a Venafro è ormai scomparso da un decennio.

Un immagine che mi piace riproporre perché costituisca il pretesto per fare a tutti i lettori di questo blog gli auguri di Natale!

 

BUON NATALE!

 

Pochi sono in grado di capire che la via che porta dalla Stazione ferroviaria a Corso Campano è un rilevato in terra battuta completato nel 1886 quando arrivò il primo treno a Venafro.

Un rilevato sul quale furono piantati quattro filari di lecci. I due filari interni furono abbattuti già a cavallo delle due guerre per allargare la strada. Gli altri furono abbattuti nel 1967 quando l’assetto del Viale della Stazione fu stravolto per creare Via Colonia Giulia In quella occasione il viale, che era in leggera discesa, fu modificato con quella doppia pendenza che oggi lo caratterizza.

Guardate come era una volta il Viale della Stazione!

Qualche tempo dopo fu fatta la foto che segue. Sulla destra anccora sopravviveva il doppio filare di lecci.

A Venafro, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo seguente si sviluppò una vertenza per una costruzione abusiva. Quella casa che poi si chiamò  “la casa della carbonara”.

Il piano che superava il piano del belvedere del Mercato (dove poi si porrà il Monumento ai Caduti) fu demolito. Fatto unico nella storia di Venafro.

Questa parte della casa fu abbattuto e qualche tempo dopo, nel 1923, sul belvedere fu posto il Monumento ai Caduti dello scultore Torquato Tamagnini ( Per saperne di più vedi http://www.francovalente.it/2012/10/03/forli-del-sannio-e-venafro-due-monumenti-ai-caduti-di-torquato-tamagnini/)

Crollata nel periodo bellico la chiesa di S. Sebastiano è stata poi interamente ricostruita.
Due belle immagini fanno rivedere la sua originaria facciata.

Non ricordo esattamente in che anno, però tra la fine del XIX secolo e gli inizi di quello successivo la piazza di S. Sebastiano e la via delle Monache furono dedicate a Garibaldi. Questi era morto nel 1882 ma già nel 1865 il sindaco Del Prete aveva premiato con medaglia d’oro 11 venafrani che avevano militato nel suo esercito.

Quando piazza S. Sebastiano fu dedicata a Garibaldi si volle fare una cerimonia popolare, ma non c’erano i soldi per fare la statua all’eroe dei Due Mondi.
Allora si fece una statua di cartapesta. Questa è l’immagine eccezionale della cerimonia.

La stessa piazza in occasione di una processione.


La via delle Monache negli anni 30

Tra i soggetti più ripetuti le sorgenti e le fontane di Venafro

 

 

 

 

Altra inquadratura consueta è stata la piazza del Mercato

 

 

E sulla piazza del Mercato, sotto il Municipio è il Circolo Leopoldo Pilla, il cosiddetto Circolo dei Signori.

 

 

“… 600 lire si sono spese per un Album da regalarsi al Cav. Fergola e per numero 300 copie di fotografie che rappresentano Venafro da varii punti.”
Cosi scriveva Alfonso Perrella il 20 maggio 1886 quando arrivò il treno inaugurale proveniente da Vairano-Caianello.

Queste sono le immagini di quell’album.

 

 

 

 

E poi altre immagini furono impresse sulle cartoline illustrate

 

 

 

 

 

Infine una rarissima immagine di uno dei gruppi mascherati venafrani a cavallo fra le due guerre: “Le belle gonne…”

 

 

 

 

 

 

 

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