Mese: Giugno 2016
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Molise a strisce
L’agnello crucifero di S. Giovanni Battista nella parrocchiale di Colletorto La lucertola di Carovilli La Ciarangella nella chiesa dell’Assunta a Montorio nei Frentani Il serpente di Roccamandolfi nell’acquasantiera della chiesa di S. Giacomo
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La rassegnazione dei Venafrani. Quanto sia stata grande Venafro lo dice la sua rovina!
Il 18 giugno, come faccio da 60 anni, ho partecipato attivamente alla processione di S. Nicandro. Ho il privilegio, per grazia ricevuta, di far parte dello zoccolo duro che canta l’Inno. Chi non canta l’inno di S. Nicandro non è venafrano e cantarlo durante la processione popolare significa certificare la propria esistenza in vita. .…
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Una giornata a Termoli in occasione della presentazione del libro “TERMOLI” di Antonio Smargiassi
. Qualche giorno fa ho tentato di comprare il libro di Antonio Smargiassi su Termoli, ma in libreria mi hanno detto che non sarebbe stato disponibile prima della presentazione. Ne ho chiesto copia a Gianni Di Giandomenico che era uno dei presentatori, ma mi ha detto che aveva solo la sua e che se la…
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Anche il vescovo Pietro Antonio di Capua, uno dei personaggi più sospettati di eresia dalla Curia romana, fu feudatario di Campolieto
Sembra che un giorno a Campolieto vi sia stata un’esplosione e che alcune pietre siano finite miserevolmente qua e là a raccontare la propria storia. Qualcuna a malapena si riconosce nel mare delle trasformazioni dell’antico castello, ora detto, con un po’ di fantasia, “palazzo ducale”. Qualche altra ha subito una damnatio memoriae con la cancellazione…
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Il vescovo Stefano e il fonte battesimale della Cattedrale di Larino
Entrando nella cattedrale di Larino, sulla destra, nella parte meno illuminata, sopravvive un fonte battesimale che una volta si trovava davanti all’altare dell’Annunziata, nella navata di sinistra. In quel luogo, infatti, lo descrive nel 1744 Giovanni Andrea Tria nelle sue memorie storiche della diocesi di Larino (G.A. TRIA, Memorie storiche, 1744): Del Battistero. A man…
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Un fonte battesimale e un’acquasantiera a S. Polo Matese
Nel 1531 la terra di S. Polo è citata in un rilievo dei beni appartenuti a Enrico Pandone prima della confisca seguita alla sua decapitazione per alto tradimento quando lasciò Carlo V per schierarsi con i Francesi. Dopo la confisca i beni furono venduti dalla Regia Corte, S. Polo fu acquistato da Camillo Gaetani e…