Categoria: Spigolature araldiche
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LO STEMMA DI ANTONIO CALDORA A VASTO MI PERMETTO DI NON ESSERE D’ACCORDO CON L’AUTOREVOLE LUIGI MARCHESANI
A Vasto, nelle vicinanze del cosiddetto Castello Caldoresco, vi è una torre che una volta faceva parte dell’antica cinta muraria della città e che fu fatta realizzare da Antonio Caldora quando ne fu feudatario e padrone con alterne fortune dal 1422. La torre dovrebbe essere coeva del castello la cui costruzione fu iniziata intorno al…
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Spigolature araldiche. Di Sangro, Loffredo, Piscicelli, Tomacello, Muscettola, Latro, Capece-Latro negli stemmi di Lucito
A Lucito, disseminati qui e là, vi sono almeno 9 stemmi nobiliari appartenenti a epoche e famiglie diverse. Attraverso la loro lettura è possibile ricostruire una parte consistente della storia del paese e capire il senso della loro composizione. . Giambattista Masciotta (Il Molise dalle origini ai nostri giorni, Vol. IV, Campobasso 1951), pur avendo…
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L’albero reciso nelle pitture del Castello di Gambatesa.
Sono tante le questioni che ancora rimangono insolute nella lettura delle pitture che Donato da Copertino completò nell’agosto 1550 nel castello di Gambatesa. E’ ormai ampiamente dimostrato che l’elemento determinante per la costruzione dell’architettura iconologica fu la precisa volontà del committente, Vincenzo di Capua, di impressionare gli ospiti occasionali con un racconto che in qualche…
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Spigolature araldiche. Uno stemma degli Orsini nella chiesa del Convento di Gesù e Maria di S. Martino in Pensilis.
Nella chiesa del convento Gesù e Maria di S. Martino in Pensilis, in uno dei tanti rifacimenti, fu riutilizzata una pietra che oggi costituisce una mensola sulla parete di fondo del presbiterio ma che, presumibilmente, stava in origine in altro luogo e con altra funzione. Su quella che ora è la faccia inferiore appare lo…
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Anche il vescovo Pietro Antonio di Capua, uno dei personaggi più sospettati di eresia dalla Curia romana, fu feudatario di Campolieto
Sembra che un giorno a Campolieto vi sia stata un’esplosione e che alcune pietre siano finite miserevolmente qua e là a raccontare la propria storia. Qualcuna a malapena si riconosce nel mare delle trasformazioni dell’antico castello, ora detto, con un po’ di fantasia, “palazzo ducale”. Qualche altra ha subito una damnatio memoriae con la cancellazione…
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Un fonte battesimale e un’acquasantiera a S. Polo Matese
Nel 1531 la terra di S. Polo è citata in un rilievo dei beni appartenuti a Enrico Pandone prima della confisca seguita alla sua decapitazione per alto tradimento quando lasciò Carlo V per schierarsi con i Francesi. Dopo la confisca i beni furono venduti dalla Regia Corte, S. Polo fu acquistato da Camillo Gaetani e…
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Spigolature araldiche. Il Toson d’Oro in uno stemma di Filippo II di Spagna a Guardia Regia
Sulla facciata del Municipio di Guardiaregia, da tempo non antico, si trovano collocati due stemmi che, con chiara evidenza, provengono da altri luoghi del paese. Lo stemma di destra è certamente quello dell’Università di Guardia Regia perché vi si vede il simbolo della vigilanza che è una gru coronata che regge nella zampa sollevata un…
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Palazzo Laurelli in Isernia. Uno stemma modificato ricorda i d’Avalos, originari proprietari.
Nell’utilissima veduta a volo d’uccello di Giambattista Pacichelli realizzata alla fine del XVII secolo (G.B.PACICHELLI, Il regno di Napoli in prospettiva, Napoli 1703) nella parte centrale è rappresentato il “Palazzo del Principe”. Nelle note che accompagnano la prospettiva, Pacichelli sintetizza la situazione feudale di Isernia: Hoggi apparisce grande, e popolata, con buone fabriche, rivi copiosi…
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Cosa ci fa a Casalciprano uno stemma di papa Urbano VIII, Maffeo Barberini?
In agro di Casalciprano, a 3 chilometri dal paese sulla strada che porta a Castropignano, vi è la chiesa dell’Annunziata che una volta aveva il titolo di S. Maria di Castagneto. E’ un luogo di particolare importanza per la storia del Molise perché di essa si interessarono papi, imperatori, imperatrici, abati e principi. La notizia…
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Francesco d’Evoli e Zenobia Revertera in uno stemma di Castropignano
. Sulla porta del passo carraio che permetteva, superato un ponte levatoio, di entrare nel castello di Castropignano, sopravvivono una lastra lapidea con una epigrafe in ottime condizioni e uno stemma di grandi dimensioni di difficile lettura tanto è il degrado. . . La scritta è chiara: DOMINICVS DE EBVLO CASTROPIGNANI DVX ET XIII MAIORVM…
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Spigolature araldiche: Due stemmi sconosciuti dei Caldora a Trivento.
Le pietre prima o poi parlano e raccontano. . . Qualche anno fa Silvia Santorelli su Archeomolise pubblicò un prezioso articolo che era una rassegna di reperti erratici murati qua e là sulle facciate di chiese e palazzi nel centro antico di Trivento (Trivento. Testimonianze del passato. ArcheoMolise. Gennaio/marzo 2013). Immagini che avevo registrato nel…
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La statua di S. Gaetano a Napoli e don Alfonso Carafa, duca di Montenero e Rionero e signore di Petrella.
Ormai nessuno legge più le epigrafi che appaiono nelle nostre chiese e sempre meno interessa sapere chi siano i personaggi che vengono ricordati. A volte si tratta di uomini e donne di cui si sa poco o nulla, altre volte appartengono a personalità che hanno lasciato una traccia consistente del loro passaggio terreno. E’ il…
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Spigolature araldiche. I Carafa a Forli del Sannio
Oggi la cinta muraria di Forli del Sannio è totalmente scomparsa. Qualche anno fa è crollato anche il muro di sostegno di ciò che rimaneva del castello antico. Non rimane nulla anche di quella murazione che presumibilmente fu riorganizzata successivamente, in periodo angioino, quando feudatario fu Ugone Brancia, che l’ebbe in possesso dal 1269, o…
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Un’epigrafe che da Pietrabbondante è finita a Casalciprano
L’utilissimo Giambattista Masciotta nel riferire dei feudatari di Pietrabbondante riporta la trascrizione di una lapide che si trovava sul Castello urbano. Probabilmente non si tratta dell’antico castello longobardo sulla morgia principale del paese, ma della grande torre urbana baronale che appartenne ai Raho. . La Torre-palazzo di Pietrabbondante . Alfonso de Raho acquistò il feudo…
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A Venafro uno stemma racconta una storia mai accaduta: il matrimonio di Giovanni di Capua con Maria Vittoria Piccolomini
. Tra le cose molto particolari del fascione cinquecentesco del salone del Castello di Venafro vi sono certamente alcune enigmatiche composizioni araldiche che vi furono sovrapposte alla fine dell’anno 1710. Se non fosse rimasta la testimonianza di un anonimo raccoglitore di memorie oggi non saremmo in grado di capire nulla di esse. Anche perché buona…
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Spigolature araldiche. I d’Evoli di Castropignano
Gli stemmi dei d’Evoli a Castropignano. A Castropignano sopravvivono in buone condizioni vari stemmi dei d’Evoli che appartengono a diverse epoche. Il più antico, probabilmente del XIV secolo, si trova scolpito sull’architrave di un portale molto semplice all’interno del castello. La fattura è molto rozza e appare sotto forma di scudo troncato con una sorta…
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S.Giovanni in Galdo e Vincenzo Maria Orsini
Sul portale del palazzo baronale di S. Giovanni in Galdo è sistemato un blasone cardinalizio che appartenne a Vincenzo Maria Orsini, prima vescovo di Cesena, poi cardinale-vescovo di Benevento e, infine, papa con il nome di Benedetto XIII. . . Gli Orsini non sono stati mai feudatari di S. Giovanni in Galdo, ma la…
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Tommasa di Sangro e la fondazione del Castello di Larino
Un paio di giorni fa ho pubblicato le mie considerazioni su due stemmi che si vedono e non si vedono sulla facciata del Palazzo Baronale di Larino. . Ovviamente ho scritto quello che sapevo e soprattutto ho precisato che quelle erano le mie conoscenze. Non sapevo che della questione si era occupato 20 anni fa…
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Due stemmi sconosciuti su una pietra di Larino. Molti la guardano, ma in pochi la vedono…
Due stemmi sconosciuti su una pietra di Larino. Molti la guardano, ma in pochi la vedono… “La Grande Torre” del Palazzo Baronale di Larino Sulla facciata del Palazzo Baronale di Larino, in quella parte che una volta si chiamava “la Grande Torre”, si confondono nella muratura tre belle pietre di cui conoscevo, senza saperne il…
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E’ di Bartolomeo di Capua, il grande giurista angioino, lo stemma sulla porta “da basso” di Sepino
E’ di Bartolomeo di Capua, il grande giurista angioino, lo stemma sulla porta “da basso” di Sepino Franco Valente A volte un errore araldico può portare a dare definizioni poco compatibili con la storia oggettiva di un paese. Un caso esemplare è l’attribuzione ai de Molisio di uno stemma che si trova al disopra del…
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Spigolature araldiche. Pillole di storia su quattro piccole pietre di Agnone.
Il prospetto laterale della chiesa dell’Annunziata di Agnone non sarebbe meritevole di alcuna attenzione se non vi apparissero quattro piccole formelle quadrate di pietra, tutte da interpretare. A dire il vero le prime due sono piuttosto semplici. La prima reca l’immagine dell’Agnello Crucifero sul quale, credo, ci sia rimasto poco da dire essendo universalmente noto…
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Silvia Grimaldi, rimasta vedova, se ne tornò a Pietracatella.
Spigolature araldiche. In un angolo buio, in fondo alla chiesa di S. Giacomo Maggiore di Pietracatella, qualche tempo fa, durante i lavori di restauro, fu collocata la pietra sepolcrale proveniente dalla tomba di Silvia Ceva-Grimaldi. Vi è lo scudo araldico della famiglia della nobildonna e una epigrafe che ricorda la sepoltura: SYLVIA EX MARCH.…
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A Frosolone una misteriosa croce di Malta che misteriosa non è
A Frosolone una misteriosa croce di Malta che misteriosa non è. Sulla facciata di una casa in un vicolo nelle vicinanze della chiesa dell’Assunta di Frosolone sopravvive una pietra che reca la data 1605. Si tratta di una croce di Malta che apparteneva, come appartiene ancora oggi, a ordini cavallereschi gerosolimitani che con…
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Spigolature araldiche. Due stemmi feudali a S. Giuliano del Sannio
Spigolature araldiche. Due stemmi feudali a S. Giuliano del Sannio. Che il Molise sia stata terra di conquista è affermazione scontata. Però, non sempre è facile sapere delle famiglie che si sono alternate nel dominio dei feudi e non sempre ci soccorrono i documenti di archivio. Perciò la scoperta di qualche stemma ci consente di…
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E’ di Roberto da Pietracupa il misterioso stemma sul portale di S. Gregorio?
E’ di Roberto da Pietracupa il misterioso stemma sul portale di S. Gregorio? Tra i paesi per i quali i documenti di archivio sono particolarmente avari di notizie vi è certamente anche Pietracupa. A questo si aggiunga che anche quei pochi elementi lapidei che si vedono in contesti architettonici pesantemente trasformati nel tempo sono di…
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Luigi Castelletti e Caterina di Capua in uno stemma di Bonefro
Luigi Castelletti e Caterina di Capua in uno stemma di Bonefro. Uno stemma di difficile lettura ci riporta ai primi anni del XVII secolo quando Bonefro, Montelongo e Montorio nei Frentani appartenevano al medesimo feudatario. Il castello di Bonefro L’ultimo maschio della potente famiglia dei di Capua, che grande parte ebbe nella storia del…
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Una pietra e una data a Ferrazzano ci riportano all’epoca di Roberto d’Angiò e di papa Giovanni XXII
Una pietra e una data a Ferrazzano ci riportano all’epoca di Roberto d’Angiò e di papa Giovanni XXII. Sulla parete apparentemente moderna di una casa di Ferrazzano, subito sotto la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, è murata una pietra circolare, che proviene evidentemente da un altro edificio, che reca una data in caratteri gotici:…
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Uno stemma ritrovato e salvato a Provvidenti
Provvidenti per molto tempo è stata feudo della famiglia d’Ajerbo. Del possesso riferisce Masciotta (Il Molise dalle origini ai nostri giorni. Monografia su Provvidenti nel Volume III). Nel 1555 Giovanni d’Aierbo era titolare di Provvidenti. A lui successe Michele d’Aierbo che risulta ancora in vita nel 1586. “Usava essa, per arma, lo scudo di Aragona…
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Un viaggio di Cola di Monforte a Compostella e una misteriosa conchiglia sull’acquasantiera di S. Maria della Strada
Un viaggio di Cola di Monforte a Compostella e una misteriosa conchiglia sull’acquasantiera di S. Maria della Strada. Accosto alla prima colonna di destra è posizionata una acquasantiera che non reca alcuna data, ma che ha segni inequivocabili che la collegano al dominio dei Monforte a Campobasso. Lo stemma dei Monforte è ampiamente conosciuto per…
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A Guglionesi forse uno dei più antichi stemmi francescani
Credo che lo stemma francescano di S. Giovanni dell’Eremo a Guglionesi possa far riaprire i termini della questione relativa alla datazione della sua origine perché, con molta probabilità, per una serie di considerazioni, farebbe retrodatare la sua invenzione di quasi mezzo secolo. E’ abbastanza noto che le varie famiglie francescane abbiano in comune uno stemma…
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Spigolature araldiche: “Damnatio memoriae” su uno stemma di Cola di Monforte
Spigolature araldiche: Damnatio memoriae su uno stemma di Cola di Monforte Non è facile. Ma guardando con attenzione le pietre che costituiscono la spalletta di destra dell’antico ingresso del Castello di Campobasso si scopre una pietra che una volta recava lo stemma di Cola di Monforte. Credo che non sia stata mai notata perché, essendone…
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Qualche piccola considerazione sul giglio di Francia nel Molise
Qualche piccola considerazione sul giglio di Francia nel Molise Più di una volta ho provato a sostenere che la presenza del giglio nell’arte e nell’architettura di alcune opere che si trovano nella nostra regione è un vero e proprio marchio ideologico che fa ricondurre agli Angioini una sorta di sostanziale condivisione. Anzi, in alcuni casi…
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Appuntamento a Frosolone: domenica 11 dicembre alle ore 15,30
Appuntamento a Frosolone: domenica 11 dicembre alle ore 15,30 per una passeggiata con quattro soste nel centro antico. Partendo dal Castello (ora palazzo Zampini) si proseguirà per l’Assunta, piazza S. Pietro e S. Chiara/S.Angelo. Un’occasione anche per parlare degli stemmi dei feudatari di Frosolone. Borrello fino al 1266 BORRELLO Di rosso alla banda di argento…
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Spigolature araldiche. I Petra duchi di Vastogirardi
Vastogirardi per oltre un secolo e mezzo fu dei Petra, potente famiglia napoletana. Non si conosce con esattezza l’anno in cui i Petra abbiano preso il feudo di Vastogirardi. Secondo il Masciotta, che ne ha ricostruito la successione, sarebbe accaduto intorno al 1580. Fabio d’Afflitto era entrato in possesso del feudo nel 1559 e circa…